BERLINO/BERLIN - agosto 2019


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Abbiamo trovato comodo organizzare le nostre visite a Berlino in itinerari di circa mezza giornata ciascuno.

Berlino non ha un "centro storico", in parte perché molti edifici sono sati distrutti durante la Seconda Guerra Mondiale ma soprattutto perché è cresciuta per "quartieri", di cui quello più centrale si chiama "Mitte" senza che la città si sviluppasse attorno a lui. Molti quartieri hanno i loro punti di interesse, monumenti e musei, che invitano a una visita e di conseguenza si fanno molti spostamenti, a piedi o con i mezzi pubblici.

I marciapiedi sono ampi per permettere le piste ciclabili, i mezzi pubblici sono capillari (sia di superficie sia "underground"), il traffico è scorrevole anche nelle ore di punta e sono molto usati biciclette e monopattini. La città è piena di indicazioni delle distanze tra i luoghi principali, comode per pedoni e ciclisti.

City tour e Checkpoint Charlie

La prima cosa che abbiamo fatto una volta arrivati è stato acquistare un biglietto di un "city sightseeing tour" in autobus. La formula prevedeva un numero libero di soste e di salite su autobus successivi, in corrispondenza dei luoghi più interessanti. Il sistema di audioguida si è rivelato efficiente e abbiamo ascoltato senza problemi le spiegazioni in italiano. La frequenza degli autobus era di 10 minuti.

Il tour della città è stato un percorso ad anello che ha toccato in sintesi Ku'damm, Potsdamer Platz, Checkpoint Charlie, Alexanderplatz, Unter den Linden, Brandenburger Tor, Tiergarten, Schloss Charlottenburg, Kantstrasse.

Anche se il nostro scopo era un giro panoramico dei principali punti di interesse della città, nei quali ritornare, abbiamo inserito una sosta di circa un'ora al Checkpoint Charlie e una di circa tre ore ad Alexanderplatz.

Il Checkpoint Charlie era un posto di guardia americano al confine con quella che era la Berlino Est assegnata ai sovietici ed era situato nel tratto meridionale di Friedrichstrasse, una via che percorre da nord a sud il centro di Berlino. Il posto di guardia che è visibile qui non è quello originale, che invece è conservato nel Museo degli Alleati (Allierten Museum). La cosa più interessante che abbiamo trovato è una piccola mostra che ripercorre la storia del Muro, dalla sua costruzione alla caduta, e che commemora le persone che hanno perso la vita cercando di valicarlo. Sono anche esposti due dei blocchi che lo componevano. Lì vicino si trova il Museo del Muro (Mauer Museum), che però non abbiamo visitato, con annesso negozio che vende souvenir sul tema della città divisa.

Alexanderplatz

La piazza si trova a nord-est della stazione e si segnala per il grande albergo Park Inn by Radisson e il caratteristico orologio Urania che segnala le ore delle principali città del mondo e ha una riproduzione del Sistema Solare. Su tutto domina la torre della televisione (Fernsehturm), alta 300 metri, che offre una celebre veduta della città da un anello posto a 203 metri in cui il visitatore compie un giro di 360 gradi, apprezzando il panorama corredato da pannelli con le indicazioni sugli edifici e sui luoghi che si stanno osservando. Purtroppo tra le lingue dei pannelli esplicativi mancava l'italiano.
Ad Alexanderplatz abbiamo trovato un via vai di turisti e un'ampia offerta di locali in stile fast-food sotto la grande stazione della metropolitana di superficie (S-Bahn).

Ci siamo presentati all'ingresso della torre della televisione circa a mezzogiorno e ci hanno assegnato i posti per due ore dopo. Nell'attesa abbiamo fatto uno spuntino visto l'ampio piazzale tra la stazione della metropolitana e Spandauerstrasse. Qui si trovano la fontana di Nettuno (Neptunbrunnen) e la Marienkirche, quest'ultima una delle poche chiese medievali di Berlino sopravvissute ai bombardamenti. Dalla piazza si vede anche il vicino Rotes Rathaus, il Municipio Rosso, così detto per il colore dei mattoni.

Potsdamer Platz

Potsdamer Platz per anni è stata tagliata in due dal Muro e nessuno ci passava. Gli edifici d'anteguerra che sorgevano attorno sono stati distrutti dai bombardamenti. Dopo la caduta del Muro la piazza è stata rifatta sotto la supervisione di Renzo Piano e adesso è un ampio slargo con intorno alcuni dei pochi grattacieli di Berlino, una grande stazione per i treni e per le metropolitane e qualche pezzo del Muro. In mezzo c'è la copia di quello che fu il primo semaforo d'Europa, da qualche parte ho letto del Mondo, installato qui nel 1920. Poco più a est Leipziger Platz è forse più vasta e offre una veduta dei grattacieli di Potsdamer Platz.

A due passi dalla piazza si trovano il Sony Center e Potsdamer Strasse. Il primo è un centro commerciale con una copertura fatta apposta per ricordare il Monte Fuji, specie se osservata da lontano da un punto un pò elevato. La seconda è, nel settore più vicino alla piazza, una "Strada delle Stelle" dedicata a persone di spicco del cinema tedesco. Registi e attori hanno dedicata la loro stella in bronzo incastonata in un marciapiede che assomiglia ad un tappeto rosso. Tra essi Marlene Dietrich, Wim Wenders, R.W.Fassbinder e molti altri.

L'escursione a tema "Terzo Reich"

Il Terzo Reich: un periodo storico da non esaltare ma da conoscere, questo il tema di una passeggiata che abbiamo fatto con la collaborazione di un gruppo di operatori turistici, partendo da Potsdamer Platz e aiutandoci in parte con i mezzi pubblici.
Abbiamo visto dall'esterno oppure anche visitato alcuni luoghi collegati al regime nazista. Sul lato sud del Tiergarten, vicino alla Berliner Philharmonie, si trova il memoriale dedicato alle vittime del programma di eutanasia nazista nei confronti di malati di mente e disabili.
Poco distante c'è il palazzo del comando supremo dell'esercito dove si trovano il museo "Memoriale della Resistenza tedesca" (Gedenkstatte Deutscher Widerstand), dedicato all’opposizione al nazismo, e il muro dove venne fucilato il colonnello Stauffenberg autore dell'attentato a Hitler chiamato “Operazione Valchiria”.
Il Memoriale della Resistenza ricorda varie persone che in vari modi si opposero al nazismo: militari, religiosi, semplici cittadini e studenti. Tra esse ci furono gli studenti Hans e Sophie Scholl con Willi Graf e amici, che con il nome di "Rosa Bianca" diffondevano volantini contro il regime, e Georg Esler che per 13 minuti non uccise Hitler facendo esplodere una bomba in una birreria di Monaco l'8/11/1939.

Non distante da Potsdamer Platz possiamo vedere l’isolato dove si trovavano la cancelleria e il bunker di un personaggio che i berlinesi preferiscono non nominare, il ministero dell’aereonautica dove lavorava Goring, i pochi resti della gigantesca Anhalter Bahnhof da cui partivano gli ebrei destinati alla deportazione.
Spostandoci nella zona attorno alla Nuova Sinagoga (Neue Synagoge) ecco alcuni muri che mostrano i segni dei proiettili della battaglia di Berlino dell'aprile 1945 e alcune “pietre di inciampo”, cioè cubetti infissi nei marciapiedi con incisi i nomi di persone ebree che abitavano lì e partite per i lager senza fare ritorno.
Tra l'Isola dei Musei e Alexanderplatz, in Rosenthaler Strasse nella Haus Schwarzenberg, si trova un vicolo dove alcuni artisti hanno dipinto i loro murales ma anche il piccolo museo dedicato a Otto Weidt, un fabbricante di scope e spazzole che per alcuni anni riuscì a nascondere i suoi dipendenti ebrei.
Nello stesso complesso di edifici si trovano anche otto cortili con locali e negozi chiamati "Hackesche Höfe".

Duomo di Berlino, East Side Gallery (Muro)

Il Duomo di Berlino (Berliner Dom) è una grande chiesa costruita ispirandosi al barocco situata sull'Isola dei Musei (Museumsinsel). Arrivandoci dal Pergamon Museum o dall'Unter den Linden si attraversa prima una scenografica piazza che nelle belle giornate è un prato molto affollato.
L'interno colpisce per lo stile baroccheggiante con cui è costruito. Degni di nota soprattutto l'altare, la cupola, il palco dove prendeva posto l'Imperatore e l'organo. Un pò deludente per noi la cripta con i sarcofaghi di esponenti della famiglia Hoenzollern che governò prima la Prussia poi la Germania unificata. Qui abbiamo trovato carenti i pannelli esplicativi. Mancano inoltre l'ultimo Kaiser (Wilhelm II / Guglielmo II) che è sepolto in Olanda dove morì in esilio e il celebre Federico II il Grande (Friedrich der Grosse) Re di Prussia che è sepolto nel parco Sanssouci a Potsdam.

Salendo gli oltre 260 gradini (manca l'ascensore) che portano alla vista panoramica sulla cupola del Duomo si può ammirare la città, anche se con una veduta meno ampia di quella offerta dalla torre della televisione.

La cosiddetta "East Side Gallery" lungo Muhlenstrasse è un tratto superstite del Muro (Mauer) che dal 1961 al 1989 ha circondato Berlino Ovest rendendola un'isola all'interno della Germania Est. Dire che il Muro "divideva in due la città", come di solito si sentiva e si sente dire, è un'imprecisione.
Il lato orientale del Muro, che qui è lungo circa 1,3 km, è stato dipinto da artisti di strada, molti dei quali aventi una buona reputazione, e adesso è molto fotografato dai turisti. I murales saranno circa un centinaio e i loro temi variano da episodi legati alla storia del Muro ad argomenti di carattere più generale e a tema libero.

Porta di Brandeburgo, Unter den Linden, Gendarmenmarkt

Sbuchiamo dalla metropolitana a Pariser Platz (Piazza Parigi), chiusa a ovest dalla Porta di Brandeburgo (Brandenburger Tor) e aperta verso est sul viale Unter den Linden (Sotto i Tigli). Pochi metri a ovest della Porta, tra questa e il Reichstag, passava il Muro, mi ricordo bene le vecchie foto sulle riviste, scattate da ovest con il Muro davanti alla Porta. Questa è ispirata ai propilei dell'Acropoli di Atene ed è sormontata dalla Quadriga della Vittoria.

Poco a sud della Porta di Brandeburgo, in Beherenstasse, dal 2005 si trova il Memoriale degli ebrei europei vittime del nazismo (Denkmal fur die Ermordeten Juden Europas). E' un ampio spazio disseminato di blocchi squadrati di cemento, tra i quali è possibile muoversi, che nel piano interrato ospita un museo dedicato agli ebrei deportati.

Ritornati in Pariser Platz ci incamminiamo lungo l'Unter den Linden. Oggi è domenica pomeriggio ed è molto affollato. Non lo troviamo particolarmente interessante fino a dopo l'incrocio con Friedrichstrasse, quando arriviamo di fonte all'Altes Palais (residenza dell'Imperatore Guglielmo I) e poi, superata la statua di Federico II il Grande, sbuchiamo nella Babelplatz.

Dal centro della Babelplatz vediamo gli edifici circostanti: la Humboldt Universitat, il Teatro dell'Opera di Stato (Staatsoper), la chiesa di Santa Edvige (St.Hedwigs) che è la cattedrale cattolica di Berlino ed ha una caratteristica forma circolare e la "biblioteca vecchia" (Alte Bibliothek, oggi sede di una facoltà universitaria). Al centro della piazza c'è una lastra di vetro che lascia vedere dei sottostanti scaffali vuoti: è il Memoriale del 10 maggio 1933 (Denkmal zur Bucherverbrennung am 10.May 1933), data in cui i nazisti qui bruciarono libri. Una frase ammonisce: "Dove bruciano i libri, bruceranno gli uomini".

Passando accanto a Sant'Edvige in breve arriviamo all'ampia Piazza dei Gendarmi (Gendarmenmarkt). Questa presenta a nord il Duomo francese (Franzosischer Dom), a sud il Duomo tedesco (Deustcher Dom) e a ovest la Konzerthaus. La presenza del Duomo francese si spiega col fatto che a Berlino dopo il 1685 trovarono rifugio degli ugonotti (protestanti) francesi in fuga dal loro Paese, dove la loro religione era stata dichiarata illegale.

Zoo

Lo zoo di Berlino (Zoologischer Garten) è un'istituzione della città, era già celebre prima della Seconda Guerra Mondiale ed è stato ricreato quasi da zero dopo i bombardamenti. Si trova in pieno centro, al limite occidentale del Tiergarten e vicino all'inizio della celebre strada Kurfürstendamm.

Durante la visita ho tenuto presente quello che dice l'autore nel romanzo "Vita di Pi": negli zoo ben tenuti molti animali, quelli che non hanno un'indole errabonda, si trovano bene perché anche in natura vivrebbero in un territorio ristretto in cui trovano cibo e acqua, attivandosi soltanto in caso di pericolo. Questo purché il recinto o la gabbia abbiano certi accorgimenti: per esempio il rinoceronte ha bisogno di una pozza di fango, certi uccelli vogliono il trespolo a una certa altezza magari al Sole o al riparo dal Sole, alcuni animali gradiscono una vasca piena d'acqua e così via. A noi è sembrato che, per quanto ne sappiamo di animali, questo criterio nello zoo di Berlino sia quasi sempre applicato, tranne in alcuni casi. Per i rapaci, per altri uccelli e alcune scimmie le voliere o le gabbie ci sono sembrate troppo strette e l'orso indiano ci è parso sacrificato nel suo recinto. Invece per esempio le tante antilopi, le zebre e le giraffe, gli ippopotami, il panda gigante, i gorilla e i babbuini ci sono sembrati a loro agio.

Al momento della nostra visita il settore dei felini era in ristrutturazione per cui paradossalmente siamo andati allo zoo senza vedere nè un leone nè una tigre.
Tra i molti animali ospitati ce ne sono alcuni rari come il panda gigante, alcune specie di cervi asiatici, l'okapi, l'ippopotamo pigmeo e il cavallo di Przewalski che è estinto allo stato selvatico.

Interessante è anche l'acquario, dove al primo piano possiamo vedere le vasche con meduse e pesci tropicali, al secondo piano troviamo il rettilario ricco di specie esotiche (soprattutto lucertole e alcuni serpenti), al terzo alcuni anfibi.

Nel complesso la visita dello zoo ci ha richiesto 6 ore, dalle 9 alle 15 compresa la pausa per il pranzo. Ci è rimasto il tempo di fare un giro per il vicino Tiergarten sfruttando i mezzi pubblici.

Tiergarten

Il Tiergarten è un parco cittadino nato come riserva di caccia dei Re prussiani quando era popolato da cinghiali. Oggi è percorso da una fitta rete di stradine utilizzate per correre, camminare e muoversi in bicicletta.

Vicino all'ingresso ovest del Tiergaten, non distante dallo zoo, inizia la Kurfürstendamm, abbreviata Ku'damm, lungo viale rettilineo diretto verso la periferia e noto per i negozi delle principali marche di prestigio. All'inizio della Ku'damm si trova quel che rimane della Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche, chiesa quasi completamente distrutta dai bombardamenti.

Il Tiergarten è percorso longitudinalmente dall'importate Strasse des 17.Juni lungo cui, all'incrocio con altre importanti strade, si trova la colonna della Vittoria (Siegessaule). Quest'ultima è stata innalzata nel 1873 per celebrare le vittorie dei prussiani su Francia, Danimarca e Austria.

Lungo il suo perimetro nord si trovano importanti edifici quali: lo Schloss Bellevue (castello prussiano oggi sede del Presidente della Repubblica), la casa delle Culture del Mondo (Haus der Kulturen der Welt), il Reichstag (dove si riunisce il Parlamento) e altri palazzi governativi.

Nel suo settore est, non distante dalla Porta di Brandeburgo, troviamo il memoriale dedicato alle persone di etnia Sinti e Rom vittime del nazismo (Sinti und Roma Denkmal) e il monumento soldati sovietici (Sowjetisches Ehrenmal) protagonisti della battaglia di Berlino nell'aprile del 1945.

Schloss Charlottenburg

Il palazzo-castello (Schloss) è stato residenza dei Re di Prussia e poi degli Imperatori (Kaiser) tedeschi. Danneggiato durante le Seconda Guerra Mondiale, è stato restaurato. Gli interni mostrano soffitti con decorazioni rococò, l'arredamento è in parte originale e in parte portato qui da altri castelli o residenze prussiane.
Durante la visita è stata molto utile l'audioguida in italiano. Il palazzo nell'estate 2019 chiudeva alle 17.30, l'accesso al parco era libero fino alle 20. Unico neo il divieto di fotografare gli interni mentre nei palazzi reali di Potsdam ciò era permesso con il pagamento di 3 euro.

Arriviamo al castello dal classico ingresso meridionale ma si può arrrivare anche dal parco sul lato nord. Varchiamo il cancello, attraversiamo il cortile passando accanto alla statua di Federico Guglielmo di Hoenzollern ed entriamo. La visita è un susseguirsi di stanze dal soffitto in stile rococò: la lunga sala dedicata alle feste (Goldene Galerie), le camere da letto dei sovrani e degli ospiti, le sale da gioco, le salette-studio, la sala delle Porcellane con una pregevole collezione di vasellame e soprammobili.

Sul retro del castello, rispetto all'ingresso principale, si estende un parco (Schlossgarten) dove passeggiare per un'oretta. La prima parte è sistemata con larghe aiuole e vialetti, la seconda parte, dopo la fontana e il laghetto, è un'alternanza di prati e boschetti. Si può percorrerlo tornando al punto di partenza oppure, come abbiamo fatto noi, uscire da un piccolo ingresso sull'angolo nord-est, nella zona dell'edificio chiamato Belvedere, percorrere un ponte sullo Sprea (Spree) e tornare in centro con l'autobus o la metropolitana.


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