FLORIDA
Gli Universal Studios sono un parco di divertimenti ispirato al mondo del cinema. Vi troviamo divertimenti spericolati ma anche padiglioni in cui sono spiegati molti trucchi cinematografici.
Appena accanto c'è un altro parco, Island of Adventure, anche questo ispirato al cinema ma più simile ad un parco divertimenti tradizionale. In esso le giostre la fanno da padrone, naturalmente spesso si tratta di attrazioni molto sofisticate.
Noi abbiamo dedicato il mattino agli Universal Studios e il pomeriggio all'Island of Adventure.
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Agli Universal Studios abbiamo sperimentato queste attrazioni:
Terminator-2: cinema in 3 Dimensioni dove viene proiettata un’avventura di guerriglia urbana
Back to the future: a bordo della macchina del tempo si viene scaraventati nel futuro e nel passato, tra vulcani e dinosauri
Men in black: percorso su navette da cui si spara agli alieni
Jaws: navigazione in cui si viene attaccati dallo Squalo
Earthquake: simulazione di un terremoto nella metropolitana di San Francisco. Abbiamo il soffitto che crolla, l'acqua che invade i binari, l'incendio. Illustra anche i trucchi per far saltare, bruciare e crollare gli edifici al cinema.
Twister: mostra i trucchi per ricreare un tornado sul set cinematografico. Molto realistico.
Hitchcock: scene da Uccelli in 3 Dimensioni e spiegazioni dei trucchi utilizzati in Psycho.
Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi: viene proiettato un film in 3D che induce gli spettatori a pensare di essere diventati piccoli come insetti, in pratica di far parte del pavimento.
Ad Island of Adventure ci siamo divertiti con:
Spider Man: a bordo di navicelle si viene scaraventati per i bassifondi e i grattacieli di una grande città. Sullo sfondo viene proiettato un cinema a 3 Dimensioni popolato di personaggi che vogliono far male, finché l’Uomo Ragno sistema tutto. Attrazione bellissima, da fare assolutamente più di una volta (noi ci siamo passati tre volte).
Incredible Hulk: roller coaster con bei giri e avvitamenti.
Doctor Doom’s: in pochissimi secondi si viene proiettati in cima a una torre e ancor più velocemente si precipita al suolo.
Ripsaw Falls: discesa su un tronco, il salto è alto e lo splash garantito.
Jurassic Park river adventure: navigazione tra i dinosauri. I modelli dei bestioni non sono poi un gran che, ma è in arrivo la sorpresa finale.
Dueling Dragons: roller coaster su seggiolini. Due treni di seggiole si incrociano dando vita al duello dei draghi. Molto bello.
Importante: quando si esce da alcune attrazioni, si riceve un buono per rifarle con ingresso privilegiato saltando la fila.
Il Kennedy Space Center è abbastanza vicino a Orlando. È della NASA: National AereoSpace Administration.
A credere nella possibilita’ di esplorazione dello spazio fu soprattutto il presidente John Fitzgerald Kennedy. Nel 1962 tenne un discorso in cui annunciava che gli Stati Uniti avrebbero portato l’uomo sulla Luna entro la fine del decennio. Allora gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica erano impegnate nella corsa allo spazio anche per motivi militari. Gli americani si esaltarono, i sovietici si preoccuparono ma i più preoccupati di tutti furono i tecnici della NASA, che definirono Kennedy fuori di testa. Il programma era infatti molto in ritardo: i razzi esplodevano alla partenza o precipitavano subito. Eppure nel 1969 il sogno divenne realtà. Ma i successivi progetti spaziali progredirono molto lentamente rispetto alle previsioni. Oggi sappiamo che la colonizzazione dello spazio pone molti più problemi tecnici ed economici di quanto immaginato negli anni ’60.
La NASA considera l'aver portato l’uomo sulla Luna come il massimo successo scientifico-tecnologico di tutti i tempi. Al confronto lo Space Shuttle (o Orbiter) è solo un camion che ruota secondo l’orbita terrestre.
La visita al Centro si svolge lungo un itinerario obbligato in mezzo alle Restricted Areas. Poiché nessuno ha potuto costruirvi o andarvi a caccia, la zona attorno è popolata da un gran numero di animali: alligatori e svariate specie di uccelli, tra cui le celebri aquile.
I luoghi che si possono visitare sono tre: la torre di osservazione, l’Apollo-Saturn Centre e la International Space Station Centre.
Si comincia dalla torre di osservazione. Dalla cima si vedono le rampe di lancio utilizzate per le missioni Apollo e Shuttle. Purtroppo al momento della nostra visita non c'era la navetta in attesa del lancio.
Si passa accanto all’edificio dove viene alloggiato lo Space Shuttle per la manutenzione tra un lancio e l’altro. È l’edificio più voluminoso del mondo tanto che in particolari condizioni si creano delle piccole nuvole sotto il tetto e all'interno può piovere. Si vede anche il trattore-piattaforma su cui viene alloggiato lo Shuttle per essere portato alla rampa di lancio. Il trattore viaggia talmente adagio che il percorso alla rampa di lancio dura un giorno. Ogni missione costa uno sproposito di denaro e se ne possono fare solo tre all’anno, anche per esigenze di manutenzione e sicurezza. Questo dà un’idea dei ritardi della colonizzazione dello spazio sulle ottimistiche previsioni iniziali.
Si visita poi l’Apollo-Saturn Centre.
Qui possiamo ammirare:
un razzo vettore Saturn, facente parte dei modelli impiegati per lanciare in orbita le capsule Apollo; è uno dei tre non utilizzati su un totale di quindici; è lungo 110 metri
una copia dell’Apollo 11
l’originale Apollo 16; sono solo tre i moduli Apollo visibili (uno è a Londra allo Science Museum)
la tuta originale del comandante dell’Apollo 13 (ricorderete l’omonimo film)
un Lem di addestramento
una piccola pietra lunare; le pietre lunari si trovano solo nei laboratori e sono concesse eccezionalmente agli studiosi
Durante la missione Apollo 11, che per prima portò l’uomo sulla Luna, nelle fasi immediatamente precedenti l’allunaggio tutto quello che potè andar male andò male (secondo la legge di Murphy: se una cosa può andar male, lo farà). Armstrong guidò il Lem manualmente all’allunaggio in una zona diversa da quella prevista. Aldrin era in un angolo a pregare perchè l’unica volta che avevano provato la manovra manuale Armstrong si era schiantato.
Allora gli astronauti erano prima di tutto piloti, oggi sono prima di tutto scienziati.
L’ultima visita è all’International Space Station Centre. La stazione spaziale orbitante è un progetto a cui partecipano varie nazioni, tra cui l’Italia. Doveva essere finita entro il 2005 e con 25 voli dello Shuttle ma al momento in cui scriviamo (giugno 2000) ci sono forti ritardi, in particolare per la parte affidata ai russi. Questi ultimi non avevano denaro e il Congresso stava pensando se finanziare o meno i russi. Circa un mese dopo la nostra visita comparve un articolo sul Corriere della Sera in cui si diceva che la catena di fast-food americana Pizza Hut aveva sponsorizzato i russi, dando quindi nuovo impulso al programma spaziale.
Si possono vedere diversi elementi di una stazione orbitante, tra i quali:
un magazzino; si nota che tutte le pareti sono occupate da cassetti o armadi, anche quella che sembra il pavimento, perché nello spazio il pavimento e il soffitto non esistono
un laboratorio
un elemento che contiene il vano in cui l’astronauta dorme
il Raffaello e il Leonardo, elementi realizzati con il contributo dell’Italia
La visita finisce con la visione ravvicinata di uno Shuttle e di un modello in grandezza naturale dei suoi propulsori e del suo serbatoio iniziale, tutti in mostra vicino all’ingresso. Accanto c'è il negozio, ricco di gadget a tema spaziale.
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