Io, Giuliano e Silvia, tutti e tre in contatto tramite
ISM ( itsportmontagna.it ), tra il 18 e il 19 giugno 2005
vogliamo salire sull'Adula, che con i suoi 3402 metri è il punto più alto del Canton Ticino.
Primo giorno. Come al solito la partenza avviene da Milano. Arrivati in Svizzera ci portiamo a Biasca
dove imbocchiamo la strada per il Lucomagno. Appena dopo Olivone deviamo per
Campo Blenio. Da qui una strada porta alla diga e al lago di Luzzone. Volendo si può partire
a piedi anche da qui. Noi preferiamo attraversare la diga in auto (la strada passa "dentro" la diga). Segue una strada molto
più stretta, prima in forte pendenza poi con una galleria (in caso di incrocio con altra auto l'unico salvataggio
sono le piazzole) e per finire sterrata che porta ai piedi della diga e del lago Compietto, a
circa 1700 metri.
La prima parte della gita si svolge lungo la val Carassino. Questa valle, percorsa da una stradina
sterrata, può essere la meta di una bella passeggiata. Causa il peso del nostro equipaggiamento a noi risulta un pò faticosa
data la sua lunghezza (circa 5 km per fare 200 metri di dislivello) e la totale assenza di ombra. Solo nell'ultima parte la
sterrata sale un pochino per raggiungere la Capanna Adula di proprietà del CAS a 2012 metri. Fin qui, circa 1 ora e mezza.
Noi però saliamo a pernottare alla Capanna Adula della società
UTOE, a 2393 metri. Questo percorso ci richiede
un'altra ora di cammino, stavolta su sentiero con vista sempre più ampia sulle montagne ticinesi.
Sappiamo di trovare la Capanna incustodita ma aperta. Siamo in compagnia di due altre piccole comitive: in totale 12
persone in un rifugio che ne tiene 50. Approfittando dell'ottima dotazione della Capanna (stoviglie, cucina a legna, coperte)
passiamo la serata in completa autonomia cucinando pastasciutta e risotto.
Secondo giorno. Anche oggi la giornata è bella. In lontananza scorgiamo le Alpi Bernesi.
Partiamo alle 6 precise.
Lungo un sentiero indicato da grossi ometti saliamo in direzione Sud-sudest fino a prendere il filo di una morena.
Salendo lungo questo compare per la prima volta la cima dell'Adula. La morena termina contro una fascia rocciosa, vinta dal
sentiero con alcune svolte che immettono su una pietraia. Sempre seguendo gli ometti e incontrando dei nevai arriviamo al
limite del ghiacciaio, a circa quota 3000, dove ci leghiamo in cordata.
La via di salita prevede di seguire il ghiacciaio sulla sinistra, sotto le rocce del Grauhorn, puntando ad un
primo colle (Adulajoch, m.3186 CNS) e così facciamo. La neve per ora è dura. E' la metà di giugno e non c'è traccia di
crepacci.
Dal colle si continua sul ghiacciaio passando sotto una cresta rocciosa: questo tratto è un traverso
lungo circa 200 metri che taglia il pendio e che ci richiede attenzione. Al suo termine sbuchiamo su un secondo colle
(quotato 3253 CNS) alla base della cresta finale di sfasciumi orientata a nord-ovest. La troviamo ancora innevata e per essa
raggiungiamo la la vetta alle 10 (in otale quindi abbiamo impiegato 4 ore).
Possiamo quindi ammirare con calma il panorama che va dal Monte rosa alle Alpi
Vallesane e Bernesi, alle montagne del Ticino, alle Retiche con il Bernina e appena visibile l'Ortles.
La discesa ci riserva qualche sorpresa. Man mano che si avvicina il pomeriggio, ormai quasi fuori dal ghiacciaio
e lungo i nevai, a turno sprofondiamo nella neve molle restandovi incastrati e obbligando i compagni ad un lavoro
di picozza e guanti per farci uscire. E' con soddisfazione che ritroviamo il sentiero che ci porta alla capanna UTOE.
Da qui abbiamo ancora una lunga camminata prima in discesa poi quasi pianeggiante. Tra soste e una certa stanchezza
arriviamo all'auto alle 17.30.