Escursioni sul Grignone: via del Nevaio, cresta di Piancaformia, via della Ganda
Il 24 ottobre 2004, quattro mesi dopo la via della Ganda, siamo ancora sul Grignone. Stavolta saliamo per
la via del Nevaio.
Partiamo sempre dal Vò di Moncodeno (m.1466), tocchiamo ancora il rifugio Bogani (m.1822) ma stavolta da qui prendiamo
il sentiero per la via del Nevaio. Attraversiamo una zona erbosa con frequenti inghiottitoi e raggiungiamo un bivio.
Qui facciamo attenzione a non prendere il sentiero che piega nettamente a sinistra verso il Palone ma seguiamo sempre il
segnavia 37 (indicato anche su un sasso in mezzo a un prato). Attraversando la zona di prati e
rocce affioranti detta le Foppe e lasciamo a sinistra l'ampia spaccatura del Passo Zapel.
Più avanti il sentiero, sempre indicato dal numero 37 e da bolli gialli, si svolge in mezzo a sfasciumi un pò faticosi
per poi sbucare nella conca del nevaio. Oggi è autunno inoltrato, il nevaio è di neve dura. Non abbiamo
portato i ramponi e non osiamo salire sul nevaio ma pieghiamo a sinistra su sfasciumi. Qui perdiamo parecchio tempo e
facciamo fatica perchè ad ogni passo si affonda. Usciti da questo tratto antipatico il sentiero attraversa ghiaioni
alternati ad alcuni tratti di roccette. Piega poi a sinistra per salire alla cresta nord-est
della montagna raggiungendola alla Bocchetta del Nevaio (m.2315). Il panorama è molto ampio e spazia dal Monte Rosa al Bernina
e anche oltre. Oggi abbiamo sotto di noi il mare di nuvole che ricopre la pianura a circa 2000 metri mentre sopra
splende il sole. Lungo la cresta, per tracce di sentiero, raggiungiamo la cima del Grignone e il rifugio Brioschi. Abbiamo
impiegato 4 ore, non siamo andati forte ma regolari, abbiamo perso tempo sul tratto di sfasciumi e fatto una sosta per uno
spuntino.
Decidiamo di scendere non per il sentiero normale ma per la Cresta di Piancaformia (nord-ovest),
ben più panoramica. Il primo tratto di discesa è in comune con la via della Ganda e si svolge su roccette facilitate da catene.
Poi, dopo un tratto circa pianeggiante e un lastrone roccioso (corda fissa), troviamo il bivio per il rifugio Bietti e la Cresta
di Piancaformia. Quest'ultima è una successione di saliscendi, molto panoramica e interrotta da alcuni passaggi su roccette.
Alla Bocchetta del Guzzi lasciamo a sinistra il sentiero per la via Guzzi e il rif.Bietti e continuiamo lungo la cresta.
Scavalchiamo la Cima di Piancaformia (m.2105) per poi scendere, dapprima in cresta e poi con
stretti tornanti nel bosco, alla Bocchetta di Piancaformia (m.1805). Ormai abbiamo perso quota e quindi siamo passati sotto
lo strato delle nuvole, dando l'addio per oggi al cielo azzurro e al sole.
Raggiunta in leggera discesa la Bocchetta di Prada (m.1626), in breve ci ricolleghiamo
al sentiero di salita non distanti dal punto di partenza.
Anche in questo caso si possono vedere le fotografie
scattate da Silvia.
Giornata quasi estiva il 13 giugno 2004 ma condizioni sicuramente primaverili per la neve abbondante.
Con l'amica Silvia di ISM ( itsportmontagna.it )
sono salito per la via della Ganda innevata a partire da
2000 metri.
L'itinerario parte dal Vò di Moncodeno (m.1466), raggiunto con l'auto da Esino Lario passando
per la località Cainallo. Segue un comodo sentiero fino al rifugio Bogani (m.1822).
Subito dopo il sentiero lascia le deviazioni per la Cresta di Piancaformia e per
la via del Nevaio, diventa più ripido e raggiunge la statuetta della "Madonnina". Da qui in avanti c'era soltanto
neve, anche se non gelata e con traccia di passaggio. Dapprima abbiamo percorso un tratto in graduale
pendenza, sul versante nord della montagna (vedi fotografia), mantenendoci ben sotto la cresta di Piancaformia.
Giunti all'incirca sotto la cima, siamo saliti dritti per il pendio finale più ripido, sbucando
al rifugio Brioschi, pochi metri sotto la croce di vetta
(m.2409) che poi abbiamo raggiunto. Scendiamo per la stessa via.
Qui potete vedere molte fotografie, scattate da Silvia
nel corso di questa escursione.