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Alcune escursioni sul Grignone: 1) dal Colle di Balisio, 2) via del Nevaio e la cresta di Piancaformia, 3) via della Ganda

1) dal Colle di Balisio

E' il 23 aprile 2017 quando, lasciata a casa l'auto, pensavo fare un'escursione partendo dalla stazione di Lierna. Poi un incontro inaspettato alla stazione di Lecco mi convince a salire al Grignone da Balisio per la via invernale, che oggi dopo questo inverno poco nevoso si presenta in condizioni estive, ma che non ho mai percorso in salita.
Fino al bivio di quota 1700 circa il sentiero quello descritto pi sotto, dove parlo delle escursioni precedenti. Al bivio, invece di andare a sinistra con l'ampio giro del percorso classico estivo, si affronta direttamente su tracce di sentiero il pendio erboso detto "muro del pianto", passando per la baita bivacco Riva Girani il localit Comolli (m.1830). Sul "muro" mi devo impegnare un p ma comunque arrivo in vetta esattamente 4 ore dopo la partenza dal Colle di Balisio. La neve stata soltanto sfiorata sulla cresta finale. Oggi il tempo sereno, da tanto tempo dalla cima del Grignone non vedevo n la Grignetta con i suoi torrioni n tante altre cime, di solito quando arrivavo qui c'era sempre la nebbia.
La discesa avviene per la via estiva, passando dalla Bocchetta della Bassa, con la variante della Foppa del Ger che si ricongiunge al sentiero di salita poco pi in alto del Pialeral. Affrettando il passo un p in basso, arriviamo con pochi minuti d'anticipo per prendere l'autobus delle 16.21 per Lecco.

Nel giugno 2016 c'era bisogno di un p di allenamento e allora sono tornato sul Grignone dal Colle di Balisio, a due anni dall'ultima visita. Parcheggiamo sul Colle, non ci facciamo sconti e non proseguiamo in auto fino alla chiesetta del Sacro Cuore. Oggi siamo in tre, oltre a me ci sono Andrea e Marco, e grazie all'esempio degli amici che hanno qualche anno di meno miglioro il mio tempo di salita portandolo a 3h45 contro le 4h30 della volta precedente, compresa una sosta alla Bocchetta della Bassa vicino al bivacco Merlini.
Abbiamo camminato lungo la via estiva, in completa assenza di neve mentre sul versante del Cainallo nell'ultima parte c'era ancora un bel nevaio, ben pistato. La cima era discretamente affollata: forse una parte degli escursionisti del sabato hanno optato per oggi visto che era il giorno meno peggiore dei due. Il tempo stato quasi sempre nuvoloso, tranne un'occhiata di Sole pomeridiana, ma niente pioggia.
Dopo una rapida visita al rifugio Brioschi abbiamo iniziato la discesa, dove abbiamo deviato per passare da quel bivacco che addossato all'affioramento roccioso dove alcune carte indicano "Grotte di Paroeul" o nomi simili, e che abbiamo trovato chiuso. Siamo poi scesi sul fondo della valletta (Foppa del Ger) che scende a destra dell'affioramento roccioso per ricongiungerci al sentiero di salita poco pi in alto del Pialeral e intanto abbiamo incontrato un'amica che ci ha accompagnato nella restante parte della discesa.

Nel giugno 2014 per la prima volta sono andato sul Grignone e al rifugio Brioschi partendo dal Colle di Balisio. Sono salito dal sentiero estivo e sceso da quello invernale. I due percorsi si separano alla quota di circa 1700 metri, dove su un masso c' l'indicazione per la via invernale. Ho trovato soltanto alcune lingue di neve nel tratto mediano del sentiero estivo, dopo il bivio per quello invernale e prima della bocchetta della Bassa. Dopo un lungo tratto immerso in una nuvola, nei pressi della cima splendeva il Sole. Tempo di salita con passo tranquillo: 4 ore e mezzo comprese due brevi soste al rifugio Antonietta e alla bocchetta della Bassa, dove c' il bivacco Merlini.

2) Via del Nevaio e cresta di Piancaformia

Il 24 ottobre 2004, quattro mesi dopo la via della Ganda, con l'amica Silvia sono ancora sul Grignone. Stavolta saliamo per la via del Nevaio.

Partiamo sempre dal V di Moncodeno (m.1466), tocchiamo ancora il rifugio Bogani (m.1822) da cui prendiamo il sentiero per la via del Nevaio. Attraversiamo una zona erbosa con frequenti inghiottitoi e raggiungiamo un bivio. Qui facciamo attenzione a non prendere il sentiero che piega nettamente a sinistra verso il Palone ma seguiamo sempre il segnavia 37 (indicato anche su un sasso in mezzo a un prato). Attraversiamo la zona di prati e rocce affioranti detta le Foppe e lasciamo a sinistra l'ampia spaccatura del Passo Zapel.

Pi avanti il sentiero, sempre indicato dal numero 37 e da bolli gialli, si svolge in mezzo a sfasciumi un p faticosi per poi sbucare nella conca del nevaio. Oggi autunno inoltrato, il nevaio di neve dura. Non ricordo perch ma non abbiamo portato i ramponi e non volendo salire sul nevaio pieghiamo a sinistra su sfasciumi dove perdiamo parecchio tempo e facciamo fatica perch ad ogni passo si affonda. Usciti da questo tratto antipatico il sentiero attraversa ghiaioni alternati ad alcuni tratti di roccette. Piega poi a sinistra per salire alla cresta nord-est della montagna raggiungendola alla Bocchetta del Nevaio (m.2315). Il panorama molto ampio e spazia dal Monte Rosa al Bernina e anche oltre. Oggi abbiamo sotto di noi il mare di nuvole che ricopre la pianura a circa 2000 metri mentre sopra splende il sole. Lungo la cresta, per tracce di sentiero, raggiungiamo la cima del Grignone e il rifugio Brioschi. Abbiamo impiegato 4 ore, non siamo andati forte ma regolari, abbiamo perso tempo sul tratto di sfasciumi e fatto una sosta per uno spuntino.

Decidiamo di non scendere per il sentiero normale ma per la Cresta di Piancaformia (nord-ovest), ben pi panoramica. Il primo tratto di discesa in comune con la via della Ganda e si svolge su roccette facilitate da catene. Poi, dopo un tratto circa pianeggiante e un lastrone roccioso con corda fissa, troviamo il bivio per il rifugio Bietti e la Cresta di Piancaformia. Quest'ultima una successione di saliscendi, molto panoramica e interrotta da alcuni passaggi su roccette.
Alla Bocchetta del Guzzi lasciamo a sinistra il sentiero per la via Guzzi e il rif.Bietti e continuiamo lungo la cresta. Scavalchiamo la Cima di Piancaformia (m.2105) per poi scendere, dapprima in cresta e poi con stretti tornanti nel bosco, alla Bocchetta di Piancaformia (m.1805). Ormai abbiamo perso quota e quindi siamo passati sotto lo strato delle nuvole, dando l'addio per oggi al cielo azzurro e al sole. Raggiunta in leggera discesa la Bocchetta di Prada (m.1626), in breve ci ricolleghiamo al sentiero di salita non distanti dal punto di partenza.

3) Via della Ganda

Giornata quasi estiva il 13 giugno 2004 ma condizioni sicuramente primaverili per la neve abbondante. Con l'amica Silvia sono salito per la via della Ganda innevata a partire da 2000 metri.

L'itinerario parte dal V di Moncodeno (m.1466), raggiunto con l'auto da Esino Lario passando per la localit Cainallo. Segue un comodo sentiero fino al rifugio Bogani (m.1822). Subito dopo si tralasciano le deviazioni per la Cresta di Piancaformia e per la via del Nevaio, il sentiero diventa pi ripido e raggiunge la statuetta della "Madonnina". Da qui in avanti c'era soltanto neve, anche se non gelata e con traccia di passaggio. Dapprima abbiamo percorso un tratto in graduale pendenza, sul versante nord della montagna (vedi fotografia), mantenendoci ben sotto la cresta di Piancaformia. Giunti all'incirca sotto la cima, siamo saliti dritti per il pendio finale, pi ripido, sbucando al rifugio Brioschi, pochi metri sotto la croce di vetta (m.2409) che poi abbiamo raggiunto. Discesa per la stessa via.




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