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Escursioni nel Parco Nazionale d'Abruzzo - parte sud; 20 - 27 agosto 2023; Andrea e Anna

Rifugio Belvedere della Liscia

Escursione alle pendici della Camosciara, piccolo gruppo di montagne calcaree alte 1900-2100 metri che costituirono il primo nucleo del Parco Nazionale. Oggi questa zona è riserva integrale.

La prima parte dell'escursione si svolge su strada asfaltata quasi pianeggiante, chiusa al traffico automobilistico dal 1998, e per fortuna spesso ombreggiata. Porta al piazzale che era il vecchio parcheggio, dove ci sono il bar e le partenze dei sentieri per le cascate e per il rifugio. Quando è in funzione uno di quei trenini che di solito fanno il giro delle città per la gioia dei bambini potete farvi trasportare da lui fino al termine dell'asfalto.

La seconda parte dell'escursione è un sentiero che sale nel bosco con numerosi tornanti. Nella parte alta compie un breve traverso un pò esposto: attenzione se ci sono bambini ma se siete escursionisti abituati alle montagne calcareo-dolomitiche avete fatto numerosi passaggi come questo. Il rifugio è del Parco Nazionale e normalmente è chiuso, costituisce una meta escursionistica ma il panorama è quasi nullo perché ostacolato dal bosco. Soltanto nella parte alta si hanno un paio di scorci suggestivi su cascatelle.

Il codice dell'itinerario è G1 e poi G6. Dislivello 420 metri, salita 2h15 dal parcheggio, 1h20 dalla fine dell'asfalto.

Almeno il 90% dei turisti oggi 22 agosto 2023 si è limitato al brevissimo e turistico sentiero che porta alle cascate della Ninfa e delle Tre Cannelle e che consiglio perché vi impiegherà pochissimo tempo. Consiglio anche la breve salita alla Rocca dei Tre Monti, piccolo cocuzzolo all'inizio dell'itinerario con panorama sulle vette della Camosciara.

Lago Vivo

Itinerario su sentierino sempre in salita ma mai veramente ripido e che percorre il fondo di una valletta nella faggeta.


Si comincia a camminare lungo la stradina sterrata che si lascia presto per salire a sinistra. Nella prima parte il sentiero si confonde in una infinità di radici e sassi affioranti, marcato neanche troppo da segni bianco rossi e da ometti. Ma la valletta è talmente stretta che....se uscite dalla traccia non vi perdete. Da quota 1350 circa (la partenza è a circa 1150) il sentierino si fa più marcato e sale più decisamente, anche con diversi tornanti, fino alla minuscola statua della Madonna delle Grazie, inserita in un masso. Da qui rimangono alcuni tratti pianeggianti e un paio di dolci salite che portano a una selletta e a un prato poco sopra il Lago Vivo e in vista del Monte Petroso e dei suoi satelliti.

Abbiamo trovato il lago asciutto, e lo avevamo immaginato visto che è il 25 agosto, ma è comunque una meta in vista di alcune delle cime più alte del Parco. Tra esse il Monte Petroso, che con i suoi 2249 metri è stata a lungo la cima più alta del Parco, prima che l'inclusione del Monte Marsicano e la rimisurazione del medesimo a m.2252 le togliessero il primato.

Codice del sentiero: K6 all'inizio, poi K4. Dislivello: 460 m., tempo di salita: 1h30 dal tornante.

Attorno al Monte Godi: stele Giovanni Paolo II

Itinerario tra i 1500 e i 1740 metri, sempre su sterrate, quasi interamente su prati privi di alberi, in gran parte sul confine del Parco.
Dalle parti del Passo Godi, superato il grande ristorante per chi arriva da Villetta Barrea, si trova un piazzale con circa 10 posti auto che è l'ingresso Y del Parco Nazionale.

Dal parcheggio si sale a una sella, si scende gradualmente per circa 50 metri di dislivello fino allo stazzo Ziomas (uno stazzo è un ricovero di pastori). Da qui si sale a destra, si lascia poi a destra la stradina che scende a Scanno, si continua e salire e si trova un bivio dove i segni bianco rossi indicano a sinistra.
Un'altra breve salita porta a un altro bivio: a sinistra 600 metri portano alla sella con la stele dedicata a Papa Giovanni Paolo II, a destra si va al rifugio di Campo Rotondo (che è un bivacco sempre aperto e incustodito) e dopo pochi metri sbuca la stradina alternativa a quella indicata dai segni all'ultimo bivio.
Prendiamo a sinistra e dopo una brevissima discesa, la stradina sale dolcemente alla sella dove si trova la stele in ricordo della visita privata di Papa Giovanni Paolo II nel 2003. Qui la vista si apre sulla Camosciara, sul Monte Petroso, sul vicino monte Marsicano e sui pascoli detti Ferroio di Scanno.

Cosa ci ha sconsigliato dal fare i 270 metri di dislivello che ci separavano dalla cima del monte Godi alta 2011 metri ? Il caldo dell'anticiclone africano che in questi giorni, è il 24 agosto 2023, sta interessando l'Italia.

Codice del sentiero: Y7, poi Y1. Dislivello: 300 m. Tempo per arrivare alla stele del Papa: 1h30.

Val Fondillo

La Val Fondillo è circondata da boschi ma la stradina che la percorre è quasi tutta al sole fino al rifugio dell'Acqua Sfranatara (normalmente chiuso). Pur essendo una delle valli più famose del Parco, la sua risalita può risultare monotona.

Una volta raggiunto il rifugio, cosa ci ha trattenuto dal proseguire per un'altra ora fino alla Grotta delle Fate? Anche oggi, 23 agosto 2023, il caldo dell'anticiclone africano che in questi giorni insiste sull'Italia.

Fino al rifugio il codice dell'itinerario è F2, il dislivello è poco più di 100 metri e senza deviazioni si percorre in un'ora e mezza.

Dal prato dove si trova la piccola Grotta Fondillo consigliamo la breve deviazione alla sorgente Tornareccia. Per arrivarci si superano la sterrata principale e il torrente con un ponte sospeso, si percorre l'inizio del sentiero per il Monte Amaro, al bivio si prosegue lungo il torrente e si arriva alla sorgente, che non è il solito filo d'acqua ma un vero ruscello.


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