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Testa del Rutor (m.3486)

Dopo la gita dello scorso anno, fermatasi al Col Chateau Blanc, oggi 25 giugno 2005 io e Silvia di ISM ( itsportmontagna.it ) saliamo di nuovo al rifugio Deffeyes con l'intenzione di salire domani la Testa del Rutor.

Primo giorno. Partiamo dalla località La Joux presso La Thuile. Stavolta non sostiamo alle cascate, che ormai conosciamo bene, ma puntiamo direttamente al rifugio Deffeyes (m.2495). Il tempo non è bello, saliamo sotto un cielo nuvoloso che ci fa dubitare delle previsioni per l'indomani. In serata però il gruppo del Rutor man mano si rischiara fino ad essere quasi completamente visibile poco prima del buio.
La zona attorno al rifugio Deffeyes, con i suoi prati e i suoi laghi, è comunque molto bella e merita di essere visitata dall'escursionista.

Monte Bianco all'alba (foto heliS) Secondo giorno. Partiamo alle 4.30, memori che l'itinerario è lungo, anche se il dislivello non supera i mille metri, e del fatto che non siamo veloci sui ghiacciai. Iniziamo con il sentiero che porta al ghiacciaio del Rutor con percorso piuttosto lungo e senza marcati dislivelli tra rocce montonate, prati, morene. Quando spunta l'alba il cielo è limpido, come mostra la foto col Monte Bianco, la cui vista ci accompagnerà per tutto il resto della giornata. Avvicinandoci al ghiacciaio incontriamo prima due catene che facilitano il superamento di un tratto roccioso, poi la deviazione per il Passo di Planaval (dove transita l'Alta Via n.2). Inizia ora un antipatico tratto su pietraia, con percorso segnalato da ometti. Questa volta ci teniamo più bassi dell'anno prima ma poniamo piede sul ghiacciaio a circa 3000 metri di quota, comunque presso l'inizio della via normale, tralasciando una pista che si tiene più in basso più verso il centro del ghiacciaio.
Fino al Col Chateau Blanc seguiamo la via normale, poco distante dalle rocce della catena Chateau Blanc-Doravidi, incontrando un tratto ripido solo all'inizio. La neve non è molto dura e questo ci dà qualche preoccupazione per il ritorno. Raggiunti nel frattempo da una comitiva CAI decidiamo di unirci a loro e puntiamo verso la pista che sale al Colle del Rutor (m.3373) compiendo un arco da destra a sinistra allontanandosi dallo Chateau Blanc e quindi dalla "normale".
Sulla vetta del Rutor (foto heliS) In discesa sul ghiacciaio del Rutor 
(foto heliS) Un tratto a pendenza più marcata ci porta sul colle, dove appaiono la catena Gran Paradiso-Grivola, il solco della Valle d'Aosta e lontani il Cervino e il Rosa. Lasciamo qui picozza e ramponi, vista la facilità del percorso e la quasi assenza di ghiaccio, e arriviamo in cima, a 3486 metri, per tracce di sentiero. Sono le 9, abbiamo impiegato 4.30 ore ma sappiamo di non essere veloci.
In discesa sul ghiacciaio, assieme ai signori del CAI, scegliamo di passare per la via più bassa sfruttando le loro tracce del mattino. La neve tiene quasi sempre, sfioriamo un ampio crepaccio, ne superiamo due più piccoli e mettiamo piede fuori dal ghiacciaio.
Rimane ora il lungo ritorno, prima fino al rifugio poi fino a La Joux. Abbiamo comunque modo di apprezzare la bellezza dell'ambiente naturale nell'area delle cascate del Rutor, cosa che ieri non avevamo fatto un pò per il cielo plumbeo e un pò per il pensiero rivolto alla salita.


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