LIBRI DI MONTAGNA


Ardito.. Barmasse.. Bonatti.. Bonington.. Bukreev.. Camanni.. Cassin.. Conefrey.. De Luca.. Diemberger.. don Martino Delugan. Ferrari.. Firstbrook.. Fleming.. Frison-Roche.. Gogna.. Hemmleb.. Herzog.. Hillary.. Holzel.. Krakauer.. Lacedelli, Cenacchi.. Macfarlane.. Marchi.. Messner.. Mila.. Mummery.. Oggioni.. Rébuffat.. Roberts.. Serafin.. Shipton.. Somervell.. Sposito.. Stephen.. Tenderini.. Tenzing.. Tilman.. Tumidajewicz.. Whymper..


STEFANO ARDITO

La grande avventura

Il racconto della spedizione scientifica ed esplorativa guidata dal professor Filippo de Filippi tra l'Himalaya e Karakorum negli anni 1913-14.
Un gruppo di scienziati e alpinisti si muove per un anno e mezzo tra le montagne nel cuore dell'Asia, in regioni mai cartografate nè studiate da alcuno. Ricava una straordinaria quantità di osservazioni e di materiali scientifici che causa lo scoppio della guerra rimarranno dimenticati o non arriveranno mai dalla Russia.

STEFANO ARDITO

Mustang, Himalaya che cambia

L'autore percorre la regione detta Mustang, oggi in Nepal ai confini con il Tibet ma per secoli un regno indipendente o vassallo del Nepal e con un proprio sovrano, che esiste tuttora. Oggi non è riconosciuto ufficialmente ma è rispettato dalla popolazione.
Il viaggio si svolge durante la più grande rivoluzione che investe la regione al giorno d'oggi: l'arrivo della strada. Si scopre che non a tutti conviene: i pochi che coltivano frutta fanno arrivare in fretta sui mercati di Kathmandu e Pokhara i loro frutti appena colti ma tutti coloro che avevano puntato sul turismo dei trekkers rischiano il fallimento.

HERVE' BARMASSE

La montagna dentro

Il forte alpinista valdostano racconta in modo molto realistico e coinvolgente le sue scalate, intervallate da vicende della sua vita privata. Una montagna occupa un posto speciale: il Cervino, la montagna di casa, sulla quale Hervé ha compiuto alcune prime ascensioni memorabili e altamente rischiose. Non mancano le avventure extra-europee in Asia e Sud-America.

WALTER BONATTI

K2 storia di un caso

L'autore, uno dei più forti alpinisti di sempre, illustra le sue ragioni su incomprensioni ed equivoci nati durante e dopo la spedizione che nel 1954 salì per prima il K2.

CHRIS BONINGTON

Mountaineer

Autobiografia riccamente illustrata di uno dei grandi alpinisti del Novecento, nato in Inghilterra nel 1934. Dagli inizi sulle pareti di casa alle grandi imprese che sancirono il ritorno del grande alpinismo britannico sulle Alpi. Poi, a partire dagli anni ’60, la carriera che lo porterà ad essere uno dei maggiori himalayasti di sempre.
Una vita al massimo e al limite, invidiata ma non sempre rosea, ricca di soddisfazioni ma segnata dal rimpianto per gli amici morti in montagna.

ANATOLJ N.BUKREEV, GARY W.DEWALT

Everest 1996

Bukreev sente il bisogno di narrare la sua versione dei fatti sulle drammatiche scalate all'Everest nella primavera del 1996, che costarono la vita a diverse persone. A convincerlo è l'aver rilevato, in altra sede, alcune affermazioni sul suo comportamento che egli considera ingiuste e non conformi ai fatti.

ENRICO CAMANNI

Di roccia e di ghiaccio. Storia dell'alpinismo in 12 gradi.

Ritratto di vari personaggi e delle loro scalate per evidenziare i progressi tecnici e mentali dell'alpinismo. Ogni scaltore, e di conseguenza certe sue scalate, rappresentano un innalzamento dei limiti raggiunti in precedenza o comunque una innovazione rispetto a quanto fatto prima. Si comincia dai medievali Francesco Petrarca e Bonifacio Rotario d'Asti per passare ai pionieri sette-ottocenteschi e, attraverso le imprese tra le due guerre mondiali, arrivare all'epoca più recente dei Bonatti e dei Messner fino ai rocciatori contemporanei che si spingono sul dodicesimo grado.

ENRICO CAMANNI

Storia delle Alpi.

Questo lavoro di Camanni mi ha offerto diversi spunti di riflessione, soprattutto a proposito dell'impatto umano sull'ambiente alpino, dalla preistoria fino ai giorni nostri con particolare attenzione all'analisi dei fatti recenti: industria del turismo ma anche spopolamento e possibili scenari futuri.
Naturalmente parti del libro sono dedicate anche all'evoluzione dell'ambiente alpino nel corso della storia geologica.
Un paio di capitoli dedicati ad una panoramica delle Alpi italiane e della storia dell'alpinismo li ho trovati superflui per me, possono essere utili ad una persona quasi a digiuno di montagna che cerca delle sintesi.

RICCARDO CASSIN

Capocordata. La mia vita di alpinista

Le principali imprese della lunga carriera dell'alpinista, nato nel 1909. I primi capitoli sono dedicati alle Grigne, le montagne di Lecco. Racconta in modo dettagliato gli esordi da autodidatta e molte prime ascensioni.
Negli anni '30 del '900 è un susseguirsi di grandi salite su pareti inviolate, che avevano respinto anche decine di tentativi: Torre Trieste, Lavaredo, Badile, Grandes Jorasses.
Poi seguono le spedizioni sulle grandi montagne del mondo.
Si comincia con la ricognizione al K2 del 1953 e con l'esclusione per motivi mai ben chiariti dalla vittoriosa spedizione dell'anno seguente. Cassin nel 1958 si prende una grande rivincita dirigendo il suo gruppo alla conquista del Gasherbrum IV, una grande e difficile montagna di quasi 8.000 metri (Walter Bonatti e Carlo Mauri in vetta).
Guida spedizioni vittoriose in Alaska e sulle Ande, poi dirige il meglio dell'alpinismo italiano nell'infruttuoso tentativo alla parete sud del Lhotse, quarta cima del mondo. Fu l'unico vero insuccesso della sua vita di alpinista, ma la scalata è tra le più difficili del mondo.

MICK CONEFREY

Everest 1953

Dettagliato resoconto della prima ascensione del Monte Everest, avvenuta il 29 maggio 1953. Prima della scalata vengono narrati gli avvenimenti con diversi retroscena che caratterizzarono gli anni immediatamente precedenti l'ascensione. Oltre alle imprese di Hillary e Tenzing, i due primi uomini sull'Everest, vengono evidenziati i contributi di vari uomini quali Shipton, Hunt, Evans, Burdillon, Ward, Lowe, Noyce, Annulu e altri.

ERRI DE LUCA

Sulla traccia di Nives

Libro-intervista in cui l’autore fa parlare Nives Meroi. Conosciamo dunque questa alpinista (un’alpinista con l’apostrofo, lei ci tiene a sottolinearlo) e in particolare la sua attività sugli “ottomila”. Esiste il rapporto sentimentale che la lega a Romano Benet, suo marito e compagno di scalate, rapporto fatto anche di qualche litigata ma che in montagna dona qualcosa in più per superare le difficoltà. Poi gli aiuti dello stesso Romano, primo di cordata e mago della neve, e di Luca Vuerich, mago del ghiaccio. Ma anche un codice di scalata che non ammette l’uso né dell’ossigeno né di tecnologie satellitari (neanche per i casi di emergenza) e nemmeno dei portatori d’alta quota.
Un elemento percorre tutto il libro: il freddo. Il freddo che attanaglia alla mattina quando si deve uscire dalla tenda e che sfianca quando ci si convive per tutto l'anno (perchè dopo la stagione degli ottomila quando si torna in Friuli arriva l’inverno).
Tra una risposta di Nives e l’altra, anche De Luca ci parla di lui: dice qualcosa delle sue arrampicate e fa qualche digressione su filosofia e politica.

KURT DIEMBERGER

Passi verso l'ignoto

Le più significative avventure del grande alpinista austriaco. Una vita protesa alla ricerca dell'ignoto, sia sulle grandi montagne dell'Asia sia sulle più domestiche ma non facili cime dello Sciora e del Gran Zebrù. Ghiacciai mai mappati, "ottomila" mai scalati ma anche vie di roccia e ghiaccio delle Alpi che sembravano impraticabili. Particolare attenzione viene dedicata alle scalate e alle esplorazioni prima con Hermann Buhl poi con Julie Tullis, avventure purtroppo terminate in modo tragico per questi due scalatori.

AA. VV.

Altari di roccia - don Martino Delugan

La vita di Don Martino Delugan (1913 - 1997), sacerdote e guida alpina della Val di Fiemme, raccontata attraverso ricordi, aneddoti e testimonianze di chi lo conobbe.
Vi sono narrati l’infanzia trascorsa in valle, il sacerdozio, l’attività estiva di guida alpina, la partecipazione a rischiose operazioni di soccorso in montagna, i rapporti talora contrastati con la gerarchia, l’aiuto prestato a persone colpite da disastri naturali, le gite collettive organizzate per bambini e ragazzi e per finire le escursioni con la compagnia di Ziano di Fiemme alle quali ho avuto la fortuna di partecipare.

MARCO A. FERRARI

Freney 1961

Personalmente, uno dei migliori libri di montagna che ho letto. L'autore ricostruisce con dovizia di particolari le vicende della drammatica scalata al Pilone Centrale di Freney sul Monte Bianco che vide protagonisti forti alpinisti quali Walter Bonatti, Andrea Oggioni, Pierre Mazeaud e 4 validissimi compagni italiani e francesi. Una improvvisa perturbazione, che smentisce le previsioni meteo italiane, francesi e svizzere, trasforma in una disgrazia un successo che sembrava a portata di mano. Non solo viene descritta la scalata ma anche gli avvenimenti a Courmayeur con l'organizzazione dei soccorsi e la partecipazione dei familiari.

MARCO A. FERRARI

Il vuoto alle spalle. Storia di Ettore Castiglioni

Ettore Castiglioni, uno dei più bravi alpinisti degli anni '30 del Novecento, viene qui colto nella sua attività di supporto per i profughi che varcavano di nascosto le montagne durante la Seconda Guerra Mondiale per cercare rifugio in Svizzera. Un libro dove si intrecciano montagna e storia.

PETER FIRSTBROOK

Scomparsi sull'Everest

George H.L. Mallory è stato lo scalatore britannico il cui corpo venne ritrovato nel 1999 a 8.100 metri di altezza sul Monte Everest, reduce da un tentativo di conquista della vetta assieme a Andrew Irvine l'8 giugno 1924.
Questo libro racconta la biografia di Mallory e le spedizioni all'Everest dal 1921 al 1924, con meno dettagli rispetto a Il mistero della conquista dell'Everest di Holzel & Salked. Espone le vicende del ritrovamento del corpo di Mallory, in modo più conciso che in Le ombre dell'Everest di Hemmleb e altri. Suggerisce l'ipotesi forse più semplice: Mallory e Irvine ripiegarono durante la bufera perchè in seguito nessuno li ha più visti né salire né scendere sulla piramide sommitale dell'Everest e con il maltempo accadde l'incidente.
A me ha suggerito che sia possibile, ma non probabile, che Mallory e Irvine abbiano raggiunto la cima dell'Everest nel 1924.

FERGUS FLEMING

Cime misteriose. La grande avventura della conquista delle Alpi

Storia dell'alpinismo sulle Alpi occidentali e centrali tra la prima ascensione del Monte Bianco (1786) e quella della Mejie (1879). Espone l'evoluzione della filosofia alpinistica: da attività legata alla scienza a sport fine a se stesso. Poi salta alla parete nord dell'Eiger per esporre le motivazioni che mossero molti alpinisti austro-tedeschi. Libro molto british, ma in quel periodo furono i britannici con le loro guide a compiere gran parte delle prime ascensioni. I protagonisti vengono raccontati anche nei loro aspetti meno edificanti.

ROGER FRISON-ROCHE

Primo di cordata

Romanzo che secondo me risente un pò della retorica. La storia del giovane dotato di talento alpinistico fuori dal comune, dapprima vittima di un incidente poi avviato su una vita sregolata, infine vince i suoi problemi e trova anche l'amore. Ma nel complesso si lascia ancora leggere. L'ambientazione è quella degli anni tra le due guerre mondiali nel massiccio del Monte Bianco e in particolare sul Dru.

ALESSANDRO GOGNA, LAURA MELESI, DANIELE REDAELLI

Riccardo Cassin Cento volti di un grande alpinista

In occasione dei cento anni compiuti da Riccardo Cassin il 2 gennaio 2009, è stato scritto e pubblicato questo libro che ha cercato di raccontare il grande alpinista in un modo originale.
Sono stati raccolti cento testimonianze di persone che parlano di lui. La maggior parte sono di alpinisti e raccontano tanti episodi di 50 anni di storia di questa attività.
Si comincia negli anni Trenta del Novecento, che videro Cassin impegnato sulle grandi pareti delle Alpi e si finisce nei primi anni Ottanta in cui il “vecchio” Cassin si mette alla prova sugli stessi itinerari. In mezzo ci sono le importanti spedizioni extraeuropee. Si finisce con Cassin novantenne che trova la tomba del padre morto nell’Ovest Canadese e che viene premiato per la sua attività di imprenditore. Ci sono testimonianze di non alpinisti come un telegramma di J.F.Kennedy e un breve carteggio con la futura moglie.
Riccardo Cassin è morto il 6 agosto 2009.

HEMMLEB, JOHNSON, SIMONSON, NOTHDURFT

Le ombre dell'Everest

Come ho detto per i libri di Firstbrook e di Holzel & Salked, George H.L. Mallory è stato lo scalatore britannico il cui corpo venne ritrovato nel 1999 a 8.100 metri di altezza sul Monte Everest, reduce da un tentativo di conquista della vetta assieme a Andrew Irvine l'8 giugno 1924.
Questo libro descrive il ritrovamento della salma di George Mallory e il racconto è opera degli uomini che hanno partecipato alla spedizione di ricerca. Le loro conclusioni concedono a Mallory molte possibilità di aver salito la cima dell'Everest.

MAURICE HERZOG

Annapurna i primi 8000

E' il racconto della spedizione francese che per prima, nel 1950, salì una montagna alta più di 8000 metri. Protagonisti sono fortissimi scalatori: Herzog, Lachenal, Terray, Rébuffat, Couzy e compagni. Drammatici soprattutto la discesa dalla vetta, con uomini congelati o quasi ciechi, e il lungo ritorno tra le valli himalayane in uno stato di spossatezza e dovendo subire amputazioni alle dita.

EDMUND HILLARY

Arrischiare per vincere

Il libro è uscito nel 1975, poco prima che l'autore perdesse moglie e figlia in un incidente aereo in Nepal. Il primo uomo sull'Everest racconta la sua biografia non soltanto alpinistica ma di vita a tutto tondo: le scalate in Nuova Zelanda, la Seconda Guerra Mondiale come pilota di idrovolanti, la professione di apicoltore, l'Himalaya, la scalata dell'Everest, il matrimonio, i tre figli, l'avventura la Polo Sud, le vacanze avventurose con la famiglia, il lavoro di consulente tecnico, l'impegno sociale in Nepal.

HOLZEL, SALKED

Il mistero della conquista dell'Everest

Anche questa opera, come quelle di Firstbrook e di Hemmleb e altri, parla di George Mallory e del ritrovamento della sua salma sul Monte Everest dopo un tentativo alla vetta nel 1924.
Il libro dedica molto spazio alla vita di Mallory, dagli anni del college fino alle tre spedizioni alla conquista dell'Everest del 1921, 1922 e 1924, che lo videro protagonista fino alla tragica scomparsa. Ma l'alpinista prima di morire è riuscito a raggiungere la vetta? Per gli autori questo è molto difficile.

KRAKAUER JON

Aria sottile

Le drammatiche spedizioni commerciali che cercarono di salire l'Everest nella primavera del 1996, portando alcune persone in vetta ma lasciandone altre defunte o menomate. Il libro è molto incisivo ma non ha convinto uno dei protagonisti che presto ha scritto la sua versione dei fatti. Successivamente anche altri sopravvissuti hanno raccontato la loro avventura.

LINO LACEDELLI, GIOVANNI CENACCHI

K2 il prezzo della conquista

Lacedelli, primo uomo a scalare il K2 assieme ad Achille Compagnoni, con la collaborazione di un giornalista appassionato di montagna racconta la sua versioni sui fatti anche controversi vissuti dai protagonisti di quell'evento alpinistico di eccezionale importanza.

ROBERT MACFARLANE

Come le montagne conquistarono gli uomini

Come è cambiato, nel corso dei secoli XVIII e XIX, il modo di vedere le montagne. Dapprima considerate regioni ostili, esse divennero luoghi degni di interesse per un numero crescente di persone. In principio furono i geologi, che vi trovarono elementi per leggere il passato (e il presente) della Terra. Poi vennero i romantici, i viaggiatori, i turisti dei ghiacciai, gli avventurosi che cercavano un’alternativa più praticabile all’esplorazione di terre sconosciute.
Il libro è stato scritto da un britannico e dunque la maggior parte degli esempi viene presa dal mondo anglosassone, che comunque tanta parte ha avuto nell’esplorazione delle montagne d’Europa e del Mondo. Il titolo originale è “Mountains of the Mind”.

ROLLY MARCHI

E ancora la neve

L'autore ricorda le persone che hanno accompagnato la sua vita. Accanto ad aneddoti su alpinisti famosi (Ettore Castiglioni, Bruno Detassis, Walter Bonatti, Cesare Maestri, Tenzing Norkay) ce ne sono altri attorno a persone che hanno frequentato anche il mondo della montagna (Dino Buzzati, Leni Riefenstahl) e su celebrità che con la montagna non c'entrano nulla (Gianni Brera, Renato Guttuso, Alida Valli). Ci sono anche ricordi della sua giovinezza, con le vette del Trentino e dell'Austria sullo sfondo.
Nel complesso mi aspettavo che la montagna avesse una parte maggiore. Marchi ha comunque raccontato una vita spesa tra il mondo della cultura e quello della neve e della roccia.

REINHOLD MESSNER

Cervino il più nobile scoglio

Messner rivisita le vicende che nel 1865 portarono alle prime ascensioni del Cervino, cercando di sviscerare le motivazioni che spinsero i due principali protagonisti: l'inglese Edward Whymper e il valdostano Jean-Antoine Carrel. Tra gli altri fatti emerge un ritratto non sempre positivo del primo.

REINHOLD MESSNER

Due e un ottomila

Per me questo è un grande libro di montagna. Si vive una svolta nella storia dell'alpinismo: per la prima volta due uomini soli scalano una montagna di 8.000 metri. L'anno è il 1975. Prima si parla della grande spedizione nazionale alla difficilissima parete sud del Lhotse, poi dell'impresa di Messner e Habeler sull'Hidden Peak (o Gasherbrum I, 8068 m.). Ampio spazio è dedicato alle fatiche e ai disagi della marcia di avvicinamento, segue una fedele e coinvolgente descrizione della salita.

REINHOLD MESSNER

La seconda morte di Mallory

Messner parla della vicenda di Mallory e Irvine sul monte Everest in maniera originale: immagina di far parlare lo spirito di Mallory. Racconta le spedizioni all’Everest alternando gli ipotetici pensieri dell’alpinista britannico con note personali e con frasi tratte dagli scritti dei protagonisti.
Credo che non fosse semplice scrivere qualcosa di originale sulla vicenda Mallory dopo le molte pubblicazioni uscite negli ultimi anni. Apprezzabile lo sforzo di Messner per scrivere pensieri il più possibile vicini a quelli che lo scalatore avrebbe pronunciato se fosse vivo.
L'autore spiega la sua convinzione che Mallory e Irvine non poterono raggiungere la cima dell’Everest nel 1924: non possedevano le capacità tecniche per superare il famoso secondo gradino, un tratto difficile su una montagna facile, che crea problemi anche ai più bravi scalatori di oggi.
Secondo me il libro è conciso al punto giusto e fornisce diverse informazioni senza tanti fronzoli (salvo forse il capitolo sulla spedizione del 1921, che è un po’ prolisso). Poi chi vuole conoscere maggiori particolari sulle spedizioni all'Everest dal 1921 al 1924 può leggere uno dei libri recensiti qui sopra.

MASSIMO MILA

Scritti di montagna

Tutti gli articoli di montagna scritti da Massimo Mila (1910-1988), professore di Storia della Musica e valente alpinista. Spaziano dagli anni ’30 agli anni ’80 del '900. Trovano posto le ascensioni compiute personalmente, l’analisi delle imprese di altri scalatori (ad esempio Messner), la recensioni di libri, la storia dell’alpinismo.

ALBERT FREDERICK MUMMERY

Le mie scalate nelle Alpi e nel Caucaso

I resoconti delle più belle scalate del più celebre alpinista inglese di fine Ottocento. Dopo le ardite ascensioni in compagnia della forte guida svizzera Burgener, Mummery divenne un innovatore: fu infatti il primo ad affrontare sistematicamente le più impegnative vie dell'epoca senza l'aiuto delle guide. E questo in nome di un ideale: mettersi alla prova, raggiungere i propri limiti, rendere la scalata un'esperienza il meno scontata possibile, naturalmente assumendosi rischi maggiori. Mummery morì nel 1895, a 40 anni, durante un prematuro tentativo al Nanga Parbat, una montagna di oltre 8.000 metri.
Alcuni resoconti tra loro si assomigliano e quindi alcuni capitoli potrebbero risultare ripetitivi.

ANDREA OGGIONI

Le mani sulla roccia

Il diario alpinistico di Andrea Oggioni racconta gli inizi e 10 anni di scalate di alto livello in Dolomiti, nel gruppo del Monte Bianco e sulle Ande. La descrizione delle scalate dà poco spazio ai dettagli tecnici dei passaggi, cosa per me non molto importante ma che magari lascerà perplessi alcuni esperti di arrampicata, sottolineando invece le difficoltà ambientali. Quasi sempre arriva il maltempo, sotto forma di pioggia o di bufera, a complicare un'ascensione già di per sè difficile. Inoltre nei primi anni l'equipaggiamento del protagonista era approssimativo. Assieme a Oggioni trovano spazio figure leggendarie di alpinisti come Bonatti, Aiazzi, Mauri.

GASTON REBUFFAT

La montagna è il mio mondo

Gli scritti più significativi di questo grande alpinista francese, nato in riva al mare nel 1921 e scomparso per un male incurabile nel 1985, raccolti dalla moglie in questa antologia. Si va dagli esordi sulle scogliere di Marsiglia fino alle Alpi e all'Himalaya. Emerge il ritratto di una grande guida alpina, che conosceva ad uno ad uno i suoi clienti e studiava per loro le salite più adatte, e di un pioniere della protezione dell'ambiente.

DENNIS ROBERTS

Da solo sull'Everest

La straordinaria e tragica avventura di Maurice Wilson: visionario, aviatore e alpinista modesto che cercò di scalare l'Everest in solitaria nel 1934.

ROBERTO SERAFIN

Walter Bonatti, L'uomo, il mito

Il giornalista Serafin ripercorre i momenti decisivi della vita alpinistica di uno dei maggiori interpreti di questa attività.

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ERIC SHIPTON

Quel mondo inesplorato

Più che all'alpinismo il libro è dedicato all'esplorazione, rivolta comunque alle aree montuose del pianeta e svolta dall'autore tra gli anni ‘30 e gli anni ‘60 del Novecento. Le scalate narrate più in dettaglio sono quelle degli esordi: Alpi e Monte Kenya. Poi vengono le grandi avventure himalayane e patagoniche. Il capitolo di Kunming è più che altro una testimonianza di una grande rivoluzione del XX secolo

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HOWARD T.SOMERVELL

Il mio Everest

La parte principale del libro descrive le due pionieristiche spedizioni che nel 1922 e 1924 cercarono di scalare il Monte Everest. In particolare l'autore sottolinea la sua alpinista con Mallory, dei vari scalatori sicuramente il più noto. Ma molti capitoli sono dedicati alle sue scalate sulle Alpi e al suo lavoro prima e dopo l'esperienza dell'Everest: chirurgo in India motivato dal bisogno di aiutare i meno fortunati. Dalle sue parole si capisce che Somervell non era colonialista.

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LIVIO SPOSITO

Il mondo dall'alto

Tra il 1857 e il 1865 il Cervino era considerato il picco più difficile delle Alpi. Sulle sue creste si cimentarono due dei migliori scalatori dell'epoca: l'inglese Edward Whymper e il valdostano Jean-Antoine Carrel. Il libro è incentrato su questi due personaggi, che agirono talvolta in collaborazione talvolta in aperta rivalità. Senza tralasciare altri importanti protagonisti, l'autore ricostruisce i fatti e i retroscena che portarono alla drammatica prima ascensione di Whymper e all'immediata replica del valdostano pochi giorni dopo.

LESLIE STEPHEN

Il terreno di gioco dell'Europa

Leslie Stephen, letterato, baronetto, padre della scrittice Virginia Woolf, fu in gioventù uno dei più bravi scalatori della sua epoca. Gli ingredienti di quegli anni pionieristici, circa dal 1860 al 1870, ci sono tutti: vette alpine inviolate, tecnica ed equipaggiamento approssimativi, l'indispensabile aiuto delle guide, la disponibilità a situazioni spartane, una buona dose di audacia e incoscienza.
Nella seconda parte del libro l'autore parla della sua concezione dell'alpinismo, che egli considerava un grande gioco, e qui il professore diventa prolisso.

MIRELLA TENDERINI, MICHAEL SHANDRICK

Il Duca degli Abruzzi. Principe delle montagne

Luigi Amedeo di Savoia-Aosta (1873-1933) visto sia come alpinista sia come uomo. Vengono raccontate le grandi spedizioni alpinistico-esplorative in America, Asia e Africa, ma anche episodi della sua vita in guerra e in amore. Con frequenti riferimenti al contesto storico, data la natura del personaggio, appartenente ad una famiglia reale.

TENZING NORGAY con James Ramsey Ullman

Primi sull'Everest

Un uomo instancabile. Una spedizione dopo l'altra: Everest, India, Tibet, Nanga Parbat. In ogni stagione, dal 1935 al 1953 (con la parentesi degli anni di guerra). Motivato anche dalla necessità di guadagnare ma soprattutto dalla passione di scalare le montagne. Con in mente sempre la cima dell'Everest. "Quello ha tre polmoni!" dissero di lui gli svizzeri nel 1952. Si vede che il libro non è scritto ma dettato: la narrazione è "di getto" e incalzante.

HAROLD WILLIAM TILMAN

Uomini e montagne

Il protagonista, nato nel 1898 e scomparso nel 1979, nella sua vita compì innumerevoli avventure. Questo libro ne racconta alcune: una spedizione sull'Himalaya dell'Assam (India), alcune ascensioni in Medio Oriente e un episodio della Seconda Guerra Mondiale nel Bellunese. Come maggiore dell'esercito britannico fu ufficiale di collegamento tra i partigiani e le forze anglo-americane.

ZBIGNIEW TUMIDAJEWICZ

Un'estate a Chamonix

L'estate è quella del 1984, gli alpinisti sono un gruppetto di polacchi squattrinati e con attrezzatura approssimativa. Il momento topico della loro vacanza sulle Alpi, con base al campeggio di Chamonix, è l'ascensione del Monte Bianco. Il narratore rimane anche affascinato da una ragazza francese, un amore che non avrà seguito. Lo stile del racconto è soprattutto umoristico.

EDWARD WHYMPER

La conquista del Cervino (Scalate nelle Alpi)

Un classico del periodo pionieristico dell'alpinismo, scritto dal più famoso scalatore dell'epoca. Tra il 1860 e il 1865 il giovane inglese compie un numero impressionante di prime ascensioni sulle grandi vette delle Alpi. Ma il suo obiettivo principale è la conquista del Cervino: un'impresa che costerà la vita a quattro alpinisti.


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