Il cuore di questo itinerario è la Bretagna. A questa
regione affacciata sull'Oceano Atlantico abbiamo dedicato la maggior parte del viaggio.
Durante all'andata e al ritorno abbiamo inserito le visite a
Futuroscope e ai castelli della Loira.
Un pò trascurata, rispetto alla regione vicina, è stata la Normandia.
Di essa abbiamo visto Mont-Saint-Michel e la Basse Normandie.
Non ci siamo spinti fino alla regione di Rouen nè alle falesie della Haute Normandie.
I monumenti preistorici sono tra le attrattive dell'itinerario,
in particolare i menhir e i dolmen. I menhir sono blocchi di roccia, alti fino
a 4 metri,
disposti in genere secondo allineamenti rettilinei. Quando sono disposti in cerchio prendono
il nome di cromlech. I dolmen sono camere sepolcrali. Sono composti da menhir addossati
l'uno all'altro, disposti in modo da formare una stanza circolare con un corridoio d'accesso,
il tutto coperto da un tetto di lastre di roccia sepolto da una semisfera di terra. Di solito
la terra attorno è stata erosa così che il dolmen si presenta come un insieme di blocchi e
lastre di roccia.
Altri siti di interesse turistico sono i calvaires.
Sono monumenti religiosi
molto diffusi in Bretagna. Per la maggior parte si tratta di semplici croci ma alcuni sono
ricchi di decine o centinaia di statue che illustrano la vita di
Cristo. Inoltre sono inseriti in complessi parrocchiali gotici comprendenti anche chiesa ed ossario.
In Bretagna l'ambiente naturale è dominato dal mare e dalle scogliere di granito, soprattutto sulla costa settentrionale. Vicino alla costa ci sono molte isole raggiungibili con comodi traghetti, sulle quali si praticano sport come l'escursionismo lungo i sentieri costieri e il cicloturismo nella quasi assenza di auto.
Noi non siamo dei marinai ma abbiamo visto che qui gli appassionati di vela avranno certo molte soddisfazioni.
La valle della Loira è ricca di boschi e di acque, oltre che di monumenti d'arte. Lungo le strade di campagna tra foreste e castelli è di moda il cicloturismo.
L'ospitalità è stata ovunque buona. Abbiamo alloggiato in hotels a due stelle, alcuni
tipici altri facenti parte di catene standardizzate. La colazione era sempre ricca e la pulizia
ben curata.
In Bretagna sono molto diffuse le creperies. In realtà bisogna distinguere tra crepes e
galettes. Le galettes sono salate, fatte con farina integrale e farcite con formaggio,
prosciutto, uova, funghi, salsicce. Le crepes sono dolci e si accompagnano invece con cioccolato,
panna montata, banana, ananas.
Chiediamo scusa alla maggioranza dei nostri lettori ma purtroppo noi non siamo appassionati di vini. Per i loro numerosissimi estimatori diciamo che nella campagna francese è facile trovare fattorie che ne propongono la degustazione. Qualcuno però
non ha rinunciato all'assaggio almeno del cidre, il vino ricavato dalle mele, trovandolo
abbastanza piacevole da cercarlo poi anche in Italia.
Saint-Etienne non ha monumenti di rilievo. Degna di nota una via del centro pedonale consacrata ai ristoranti. Dopo Saint-Etienne si valicano i Montes du Forez tra prati, boschi e piccoli paesi. Presso Clermont-Ferrand appare il Puy de Dome. A Montlucon usciamo dall'autostrada. Da qui la strada è tutta in campagna fino a Poitiers. A St.Savin c'è una chiesa con affreschi nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Visitiamo brevemente Poitiers, in particolare la cattedrale. Il suo interno dimostra i suoi mille anni.
Futuroscope è un parco di divertimenti tutto basato sull'immagine.
Le attrazioni sono molte.
Abbiamo visto due films tridimensionali: l'avventura di un aviatore sulle Ande e un documentario
sui coloratissimi pesci tropicali.
Su schermi a cupola o panoramici si proiettavano due documentari: la vita sulla stazione
spaziale MIR e l'Alaska.
Attenzione, però: dalla nostra visita è trascorso ormai qualche anno e
le proiezioni possono essere cambiate!
Il cinema ad alta definizione mostra la regione di Poitiers.
C'è poi una sala in cui le immagini vengono proiettate su due schermi: uno sta di fronte
alla platea e l'altro sotto i piedi degli spettatori, con un pavimento trasparente per meglio
simulare una vista dall'alto.
Altre attrazioni sono i due cinema dinamici: in uno il visitatore si sentiva come la pallina
di un flipper, nell'altro come una persona che va a Poitiers per sposarsi e a cui ne capitavano
di tutti i colori.
Alla sera c'era uno spettacolo basato sui giochi di luce: fontane illuminate, immagini
proiettate su una cortina di fumo (tigre che salta nel cerchio di fuoco, cavallo in corsa
e altro).
A Nantes visitiamo il castello e la cattedrale.
Entrati in Bretagna facciamo una sosta al castello di Plessis-Josso. La visita si svolge
con guida locale: ci mostra le cucine, la sala in cui il signorotto amministrava la giustizia,
l'armatura del signor Josso, la camera da letto, la sala da pranzo.
Vannes ha un piccolo centro storico con case a graticcio raccolte attorno alla cattedrale.
La località è soprattutto una base per escursioni in mare.
Il giorno seguente scegliamo un'escursione in barca al golfo del Morbihan.
Al mattino sbarchiamo sull'ile d'Arz. Facciamo un giro dell'isola a piedi lungo un sentiero costiero in circa 3 ore, poi ci
imbarchiamo per l'ile aux Moines. Prima le navighiamo attorno, con un sole magnifico, poi
sbarchiamo e noleggiamo le biciclette. La percorriamo per tutta la sua lunghezza, su una stradina
a saliscendi tra boschi, prati e piccoli villaggi costruti in granito, fino ad arrivare ad un
solitario dolmen.
Sono molti gli sportivi che percorrono l'isola a piedi o in bicicletta.
I turisti qui sono soliti camminare in mezzo alla strada, avere priorità sulle
biciclette se sono a piedi e sulle auto se sono in bicicletta, abbandonare la bicicletta sdraiata
in mezzo alla strada...
Sostando appastanza sulle isole si apprezza il fenomeno delle maree.
Abbiamo percorso questa tappa il giorno di Sant'Anna e siamo stati sfiorati dall'idea di andare nel vicino paese di Sainte-Anne-d'Auray per vedere il pardon. La manifestazione del pardon si svolge di solito il giorno della festa del Santo con la partecipazione di molti
pellegrini assieme a tanta gente in costume. Non ci siamo andati e
forse è stato un bene per noi che non amiamo la confusione. Infatti al telegiornale
regionale mostrano la piazza del paese stracolma di gente pigiata come sardine.
Dedichiamo la mattinata ai megaliti di Carnac. Iniziamo dai menhir
di Menec e Kermario, sicuramente i posti più noti e visitati.
Al momento della nostra visita non era permesso passeggiare tra i megaliti perchè il continuo
passaggio dei turisti aveva cancellato tutta la vegetazione.
Abbiamo dovuto accontentarci di vederli dalla recinzione, mentre era in corso un'opera di
inerbimento.
Vediamo anche due cromlech: uno e' un recinto di menhir in cerchio, come di solito,
nell'altro le pietre sono disposte in quadrato.
Entriamo nel tumulo di Kercado. E' un dolmen che ha
conservato l'originaria copertura in terra. Il corridoio d'accesso è abbastanza comodo da
permettere una visita all'interno del dolmen.
Nel primo pomeriggio vediamo altri dolmen a Crucuno ed un
allineamento di menhir a Kerzerho.
Alcuni di essi sono giganteschi e posti perpendicolarmente all'allineamento principale.
La tappa successiva è Pont-Aven. E' il paese dei pittori: un
negozio su due è una galleria d'arte o un atelier.
L'ultima visita della giornata è Concarneau, città fortificata sul
mare. Facciamo il giro delle mura della ville-close. All'interno c'è una sola stradina,
intasata di gente.
In serata arriviamo a Quimper. È l'ultima sera del festival
della Cornuaille con gruppi musicali che suonano musica celtica e bancarelle che vendono vini
e dolci.
Questo è un lungo circuito con partenza e arrivo a Quimper. Si svolge nella regione
chiamata Finisterre perchè protesa verso l'Oceano Atlantico.
Iniziamo dalla zona di
Camaret e con l'alta marea visitiamo in barca le grotte di Morgat.
Verso il Cap de la chevre sosta alla Maison des mineraux. Il museo geologico annesso è
semplice e chiaro nell'illustrare la storia geologica della regione. Il granito che troviamo
in Bretagna è ciò che resta di una catena montuosa dell'era paleozoica. Spettacolare la sala
dei minerali fluorescenti.
Facciamo una breve passeggiata attorno al Cap de la Chevre, con
vista sulla baia di Douarnenez.
Tornando sui nostri passi, saliamo in auto al Menez-Hom, un colle
alto 330 metri da cui si ha un vasto panorama sul Finisterre.
Raggiungiamo il paese di Locronan. E' un borgo piccolo e molto
ben conservato, interamente costruito in granito.
Da Locronan arriviamo alla Pointe du Raz, il punto più
occidentale della Francia, sulla riva dell'Atlantico. Costeggiamo poi la suggestiva Baie des
trepassées e la Pointe du Van.
Nel ritorno ci fermiamo a vedere un sito megalitico chiamato allée couverte.
E' un monumento formato da lastre addossate in modo da formare una galleria.
E' una tappa non lunga ma con molti punti di interesse.
La mattinata e' dedicata ai calvaires. Cominciamo dal calvario e dalla chiesa di
Playben. L'insieme forma un complesso religioso degno di essere visitato.
Attraversiamo poi il cuore dell'Armorique. Oggi il tempo
è brutto, la nebbia è fitta anche se siamo in luglio, piove, la vegetazione e' composta da abeti o arbusti, per cui sembra di essere su un passo alpino a 2.000 metri quando il tempo e' pessimo
anche se siamo soltanto a 300 metri di quota.
Passiamo dal paese di Commana e da qui andiamo al villaggio di Lampaul-Guimilliau.
Questo e' sede di un bel complesso parrocchiale con una cattedrale ed un
calvaire con 200 statue.
C'è la buona abitudine di distribuire opuscoli che illustrano tutti i particolari del monumento,
per cui la visita e' molto dettagliata.
Puntiamo su Guimilliau lungo stradine di campagna. Dopo Guimiliau ecco St. Thegonnec con la sua
chiesa e il calvaire.
Andiamo a visitare il tumulo di Barnenez. La sepoltura e'
imponente, risale a 4.000 anni prima di Cristo ed è costruita con blocchi di roccia a gradoni
per cui assomiglia alla piramide di Zoser in Egitto, naturalmente su scala ridotta. Non e' un monumento bello ma e' molto vecchio.
La sosta al centro di comunicazioni spaziali di Plenmeur-Bodou
ci riserva invece una delusione. Noi speravamo che si potesse visitare i complesso dove sorgono
i radiotelescopi invece bisogna accontentarsi di vederli
da lontano. Si visita il museo delle comunicazioni, ma onestamente non era cio' che ci interessava e non lo vediamo.
Siamo ormai passati sul lato della Bretagna affacciato sul canale della Manica.
Arriviamo a Perros-Guierec e facciamo una passeggiata tra le
famose rocce di granito rosa. Sono decine di blocchi granitici dalle
forme più diverse, situate in riva al mare.
Lasciata la costa e passando per Guingamp arriviamo a Saint Brieuc con la superstrada.
Da Saint Brieuc torniamo sui nostri passi fino a Treguier.
Prima sosta alla cappella di Kermaria, dove sono segnalati affreschi
raffiguranti una danza macabra. In verità le figure sono ormai molto
sbiadite, ma l'età veneranda delle pitture e la particolarità del soggetto rendono la visita
interessante, corredata da un ottimo opuscolo esplicativo. In mezzo a scheletri sono effigiati
il Papa, il vescovo, il cavaliere, il conestabile, il povero, l'usuraio, il paggio, il Re ed
altri personaggi.
La seconda sosta è all'abbazia di Beauport. L'edificio è in parte
scoperchiato ma la visita si svolge comunque attraverso diverse sale: il refettorio, la sala
capitolare, la cucina, la stanza degli ospiti, il chiostro.
Arriviamo al porto di Paimpol. Da qui ci si imbarca pr
l'ile de Bréhat. Pochi minuti di traghetto e attracchiamo. La visita
non delude, peccato che l'amico sole sia nascosto dalle nubi. Ci sono piccoli villaggi,
molto verde, tanti fiori, una chiesetta su uno sperone e una miriade di stradine in cui andare a
piedi o in bicicletta. Il pedone è il vero padrone dell'isola: in certi tratti c'è l'obbligo di tenere
le biciclette a mano. Sono tanti gli sportivi che la percorrono a piedi o sulle due ruote. Facciamo
un giro completo della parte sud dell'isola, sempre disturbati dal vento.
Lasciata l'isola, l'ultima visita della giornata è per la cattedrale di Treguier.
Attraversiamo le pinete di Les Sables d'Or - Les Pins e arriviamo al
Cap Fréhel, una spettacolare scogliera sulla Manica. Abbiamo la
fortuna di vederlo sotto il sole. Il vento e' fortissimo, almeno per le nostre abitudini.
Le scogliere sono a picco sul mare, popolate da cormorani e gabbiani e colonizzate dall'erica.
Se si ha tempo si può percorrere il sentiero costiero fino al Forte
la Latte.
Il percorso è facile, si svolge però a pochi metri dai precipizi sul mare ed è sempre esposto
al vento. Consigliamo di percorrere almeno il tratto iniziale.
Raggiungiamo il Forte la Latte in auto e lo visitiamo. Il momento
culminante è la salita in cima alla torretta per una ripida scalinata.
Nel pomeriggio arriviamo a Saint Malo. La cittadella si apprezza
dalla strada di accesso, da cui appare come un insieme di edifici tutti uguali circondati dalle
mura. Al di fuori delle mura si estende invece la Rimini della Bretagna.
E' suggestivo compiere il giro delle mura e del centro. Ci uniamo alle persone che
attraversano la spiaggia per raggiungere un forte. L'accesso all'isolotto con la tomba di
Chateaubriand è invece ancora impedito dalla marea.
Prima di raggiungere Pontorson sostiamo per una breve visita alla cattedrale di
Dol-de-Bretagne e ad un grande menhir isolato nella campagna.
Attorno a questo menhir è sorta
una leggenda: esso sprofonda nel terreno di qualche millimetro
all'anno e si dice che quando
sarà sprofondato del tutto avverrà la fine del mondo.
In serata andiamo a vedere da lontano il Mont. St. Michel illuminato.
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