AUSTRALIA

Great Ocean Road e Phillip Island (Stato di Victoria)


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Da Melbourne alla Great Ocean Road e ritorno (6 ottobre 2016)

Questa strada turistica si trova nella parte meridionale dello Stato di Victoria, in vista dell'Oceano Indiano Meridionale. Dapprima segue una linea di costa rocciosa molto frastagliata e coperta di conifere, poi si allontana dal mare e attraversa sia praterie dove pascolano pecore sia fitte foreste di eucalipti, infine torna in riva all'Oceano in corrispondenza delle scogliere dove si trovano i faraglioni detti Twelve Apostles (Dodici Apostoli).
La strada è stata costruita negli anni immediatamente successivi alla Prima Guerra Mondiale per dare un lavoro ai reduci.

Oggi partecipiamo ad una escursione in pullmino organizzata con la collaborazione del Tour Operator. Siamo poco più di 20 persone, soprattutto italiane e spagnole. Prima di raggiungere la Great Ocean Road passiamo per Geelong, la seconda città dello Stato di Victoria ma molto più piccola di Melbourne, attraversiamo praterie dedicate all'allevamento degli ovini e sostiamo alcuni minuti in riva all'Oceano nelle località di Torquay e di Apollo Bay. Qui, essendo località di turismo, in vista del mare ci sono molte villette, alcune di gusto discutibile. Riprendiamo il viaggio attraversando una foresta di eucalipti dove abbiamo l'opportunità di vedere alcuni koala che stanno dormendo sugli alberi, attività che li impega per 20 ore al giorno oltre alle 4 dedicate al pranzo.

Un koala dorme su un eucalipto (clic per ingrandire). I koala passano 20 ore al giorno a dormire e 4 a mangiare. Un koala dorme su un eucalipto.

Per il nostro pranzo ci fermiamo al faro di Cape Otway: siamo nel mezzo della "Shipwreck Coast", la Costa dei Naufragi, chiamata così per l'alto numero di navi (almeno 30) che conclusero drammaticamente qui la loro esistenza. Molti relitti si trovano ancora sommersi. A Cape Otway, oltre al faro, vediamo una struttura a forma di conchiglia utilizzata dagli aborigeni locali come luogo di riunioni e un bunker costruito durante la Seconda Guerra Mondiale in funzione anti-giapponese.

Il Faro di Cape Otway. Questa struttura a forma di conchiglia è un luogo di ritrovo per gli aborigeni locali.
Una delle tante praterie in cui pascolano pecore. Scorcio di una foresta di eucalipti.

Dopo un'altra ora e mezza tra foreste di eucalipti e allevamenti di ovini arriviamo finalmente sulla costa nel Port Campbell National Park, in vista del suo luogo più famoso: le scogliere calcaree con i Twelve Apostles (Dodici Apostoli). Questi ultimi, che a memoria d'uomo non sono mai stati più di nove, sono faraglioni rimasti isolati in mare per opera dell'erosione, che non cessa di agire tanto che nel 2005 ne è crollato uno così che al momento sono otto.

Alcuni dei Twelve Apostles e la scogliera. Andrea in vista dei Twelve Apostles. La scogliera calcarea.

Particolare dei Twelve Apostles. Alcuni dei Twelve Apostles e la scogliera.
La scogliera calcarea: si vede anche un crollo. L'erosione dell'acqua continua ad operare.

In due ore di visita facciamo alcune soste nei punti più panoramici in vista dei faraglioni e delle imponenti scogliere verticali: Twelve Apostles, Loch Ard Gorge, Gibson Steps. A Twelve Apostles siamo proprio al punto panoramico classico sui faraglioni e un breve sentiero conduce lungo la costa. Alla Loch Ard Gorge il mare si incunea tra due pareti rocciose che racchiudono una baia e una spiaggia dove scendiamo grazie a delle scalette e inoltre un breve sentiero costiero permette di avere una visione differente sulle scogliere e su un arco di roccia scavato dall'erosione. I Gibson Steps, come dice il nome, sono una serie di scalette che permettono la discesa lungo la parete rocciosa fino ad una spiaggia.

Loch Ard Gorge. Loch Ard Gorge dalla spiaggia. Grotta al Loch Ard Gorge.

Loch Ard Gorge. Arco al Loch Ard Gorge.
La scogliera che si scende con i Gibson Steps. La spiagga alla base dei Gibson Steps.

Phillip Island (4 ottobre 2016)

Anche in questo caso partecipiamo ad una escursione in pullmino organizzata con la collaborazione del Tour Operator. Usciti da Melbourne, arriviamo a Phillip Island attraversando un paesaggio di basse colline verdeggianti che ricordano l'Irlanda. Le attrattive sull'isola sono state due: la passeggiata sulla riva dell'Oceano dove si sarebbero dovute vedere le foche e la "Penguin Parade" (parata dei pinguini).

Prima abbiamo percorso un tratto di passerelle di legno in riva all'Oceano Indiano Meridionale, purtroppo in un pomeriggio di vento forte e fastidioso, in una zona dove generalmente si trova una colonia di foche australiane. Sfortunatamente oggi di questi pinnipedi neanche l'ombra per cui ci siamo dovuti accontentare del panorama. Però muovendoci in pullmino per le strade dell'isola abbiamo visto i nostri primi canguri.

In seguito ci siamo recati ad una spiaggia, predisposta con "tribune" per accogliere i turisti, per assistere al ritorno serale dei pinguini dal mare alle loro tane sulla terraferma. Qui vive una specie di pinguini detti "minori" per le loro piccole dimensioni e poco distante dalla spiaggia e dal parcheggio si trova il centro visitatori che fornisce notizie su questi animali.
Effettivamente i pinguini si riuniscono in gruppi di 8-10 individui a qualche metro dalla riva e poi assieme percorrono zampettando la spiaggia dirigendosi verso la zona cespugliosa più interna dove hanno le loro tane. Sia perché è già buio quando si svolgono queste "parate" sia perché non è consentito fotografare (nemmeno senza l'uso del flash) non disponiamo di fotografie di questi animali se non quella agli esemplari impagliati nel centro visitatori.

Un tratto della costa di Phillip Island. Un tratto della costa di Phillip Island. Pinguino impagliato al centro visitatori.

Un wallaby in libertà a Phillip Island. Un wallaby in libertà a Phillip Island. Un wallaby in libertà a Phillip Island.

Sulla strada tra Melbourne e Phillip Island un diversivo è stato offerto dal Moonlit Sanctuary Wildlife Conservation Park, un piccolo zoo ma che ha offerto una panoramica dei principali animali australiani, soprattutto mammiferi e uccelli.

Moonlit Sanctuary: wombat (vombato). Moonlit Sanctuary: koala. Moonlit Sanctuary: Anna con un canguro.


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