SARDEGNA : il Nord ( La Maddalena, Capo Caccia, Alghero, Nuraghe S.Antine, Domus de Janas, Roccia Elefante )


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Abbiamo girato in auto l'isola di La Maddalena, salendo sul traghetto a Palau. L'isola č un affioramento granitico in cui si aprono baie limpidissime. Il momento pių bello č stato infatti il bagno nelle acque di cala Nido d'Aquila.
Nelle vicinanze di Palau si trova anche capo d'Orso, dove un roccione ricorda la sagoma di questo animale.

La Maddalena: cala Nido d'Aquila Capo d'Orso La Maddalena: un angolo della costa ovest

A capo Caccia purtroppo non abbiamo fotografie della bella Grotta di Nettuno che si apre nella scogliera in riva al mare. Infatti sapevo che non si poteva fotografare e pertanto non ho portato la fotocamera: invece le fotografie erano permesse!
Accontentavi quindi dei panorami offerti dalla escala del Cabirol (scala del capriolo), un percorso di circa 650 gradini per raggiungere l'ingresso della grotta (l'altro modo per arrivare sono le imbarcazioni che partono da Alghero).
Nella zona č interessante anche la baia di Porto Ferro.

Capo Caccia: in ombra l'escala del Cabirol Baia di Porto Ferro Capo Caccia

Alghero č una cittā marinara con un centro storico costruito dai Catalani, che la governarono per quasi 400 anni. Le vie, le piazze, le torri e i palazzi hanno nomi iberici. Il centro, sul lato del mare, č ancora racchiuso dalle mura.

Lungo le mura attorno al centro storico di Alghero Alghero: il centro storico visto dal porto

Eccoci poi al nuraghe Santu Antine, forse il pių bello dei nuraghi attrezzati turisticamente. Oltre alla torre principale presenta tre torri laterali e tutta la costruzione č percorsa da corridoi e passaggi tra le varie strutture.
Attorno al nuraghe un antico villaggio attende di essere portato alla luce.

Nuraghe Santu Antine Nuraghe S.Antine: un corridoio interno Il nuraghe S.Antine ha conservato anche il pozzo

Le domus de janas ("case delle fate"), sono in realtā sepolture preistoriche. Il loro nome deriva dalle ridotte dimensioni per cui vennero attribuite a questi esseri magici. Invece derivano dal paziente lavoro di scalpello di uomini di 4.000 - 5.000 anni fa.
Qui mostriamo le domus de janas di Sant'Andrea Priu (localitā in aperta campagna non distante dal nuraghe Santu Antine) scavate in una parete di roccia e quelle di Sčdini (un paese in collina presso Castelsardo) ricavate in un grande masso.
Le prime furono riutilizzate come chiese cristiane, le seconde come abitazioni, anche in tempi recenti.

S.Andrea Priu: le domus de janas scavate nella parete rocciosa S.Andrea Priu: interno di una domo de janas (a destra un vano sepoltura)


Sčdini: i poveri utilizzavano le tombe come abitazioni Sčdini: le domus de janas si trovano in un grande masso (in alto un'apertura) Sčdini: anche persone pių benestanti utilizzavano le tombe come case

Da ultimo eccovi le fotografie della roccia dell'Elefante e della chiesa di San Pietro di Simbrianos (o delle Immagini), entrambe situate nella regione di Sedini e Castelsardo.

La roccia dell'Elefante La roccia dell'Elefante S.Pietro di Simbrianos

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