Città che nel 2025 contava circa 75.000 abitanti, fondata nel 1882, situata a 2100 metri di quota, nell'Arizona del nord. E' circondata dalle foreste
nazionali Coconino e Kaibab e si trova ai piedi dei San Francisco Peaks che comprendono le cime più alte dell'arizona.
In periferia si trovano l'osservatorio astronomico Lowell e il Northern Arizona Museum. Nei dintorni possiamo visitare vari luoghi di importanza
naturalistica e storica: il Meteor Crater, il Walnut Canyon National Monument, il Sunset Crater National Monument, il Wupatki National Monument,
il Red Rock State Park e l'area sciistica ma anche escursionistica dell'Arizona Snowbowl.
Il luogo si trova circa 55 miglia a est di Flagstaff.
Circa 50.000 anni fa qui avvenne la collisione con un pezzo di asteroide che viaggiava a circa 26.000 miglia (41.800 km) all’ora.
L’impatto ha prodotto un cratere di 0,7 miglia (1,12 km) di diametro, 2,4 miglia (3,86 km) di circonferenza e più di 550 piedi (167 m.) di profondità.
Il meteorite era composto principalmente da nichel e ferro.
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Sul bordo del cratere ci trovano un buon punto panoramico e il Visitor Center che fornisce molte informazioni. Al momento della nostra visita non
era possibile scendere sul fondo del cratere e nemmeno percorrere il perimetro lungo il bordo. Visite guidate portavano ad un punto panoramico non
distanti dal Visitor Center.
Al centro del cratere è appena visibile un manichino di astronauta. Infatti durante gli anni 1960/70 il fondo del Meteor Crater fu usato per
addestrare gli astronauti della NASA che si stavano preparando per le missioni Apollo.
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Poche miglia a est di Flagstaff, lungo l'Interstate 40, si trova l'uscita per il Walnut Canyon National Monument che si raggiunge
in breve. Si parcheggia al Visitor Center, dove iniziano due sentieri: l'Island Trail, sicuramente il modo più completo per visitare il luogo, e un
brevissimo sentiero sul bordo del canyon.
Percorrere il sentiero Island Trail significa passare accanto a molti resti di abitazioni del popolo Sinagua e osservarne altre più distanti sulle
pareti del canyon, oltre a osservare i panorami del canyon stesso.
Il cuore del percorso è un anello pianeggiante lungo 1,6 km (1 miglio), su sentiero in gran parte cementato, che aggira un promontorio roccioso
e al quale si accede tramite 273 scalini da scendere all'inizio e da salire alla fine.
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I Sinagua usavano come tetto lo strato superiore di una cengia e nella parte di roccia asportata dall'erosione costruivano muri
per separare i vari ambienti di vita e di magazzini. Raggiungevano e collegavano le varie abitazioni con una successione di scale.
Sicuramente coltivavano zucche, zucchine e fagioli e fumavano tabacco in sigarette di canna.
Da notare che la parola Sinagua significa "senza acqua" ed è una invenzione degli spagnoli, come questa popolazione chiamasse sè stessa non è dato
sapere.
Il versante del canyon esposto al Sole presenta una vegetazione di cactus e yucca, in quello più in ombra crescono conifere quali i pini "ponderosa"
e gli abeti di Douglas.
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Poche miglia a nord di Flagstaff, a breve distanza dalla strada nazionale 89 (US89), si trova questo paesaggio creato da eruzioni
di lava basaltica avvenute tra il 1040 e il 1100 circa.
Sia il Sunset Crater sia il vicino Wupatki National Monument sono attraversati dalla Loop Road (35 miglia/56 km), che ha due ingressi/uscite sulla
strada nazionale 89. In particolare l'area del Sunset Crater si può visitare in automobile con un percorso di 3 miglia o poco più. Inoltre lasciando
l'auto al Visitor Center oppure in una delle piazzole si possono percorrere a piedi alcuni sentieri brevi e facili che consentono una conoscenza più
approfondita della zona.
Il sentiero Lava's Edge Trail inizia dal Visitor Center. Per gran parte si cammina su lava ormai ridotta a granuli simili a sabbia o ghiaietto.
Prima si attraversa un boschetto di pini "ponderosa", poi come dice il nome del sentiero si costeggia il bordo della colata "Bonito Lava Flow".
L'ultimo tratto è stato scavato con fondo ben battuto proprio dentro la lava, che tutto attorno è molto accidentata.
Come tempo di percorrenza, le indicazioni sul posto dicono 2,5 ore andata e ritorno, noi diciamo 2 ore con andatura turistica.
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Dalla fine del sentiero Lava's Edge e in corrispondenza di una piazzola lungo la strada, inizia il Lenox Crater Trail, che
con un percorso ad anello porta sulla cima del Lenox Crater, circa 100 metri più in alto e ad una quota di 2210 metri. Come tempistica per questo
sentiero noi indichiamo un'ora, le informazioni sul posto dicono un'ora e mezza.
Vicino al Lenox Crater si possono fare altri 3 brevissimi sentieri: A'a, Bonito Vista e Lava Flow. Invece è vietato salire sul Sunset Crater,
2450 metri, il più alto della zona.
Da notare che dopo aver scollinato con la strada che porta al vicino Wupatki National Monument, che conserva "pueblos" dei nativi americani, già
si lasciano le pinete per un ambiente desertico.
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Area a nord di Flagstaff, a breve distanza sia dalla strada nazionale 89 (US89) sia dal Sunset Crater, nella quale sono distribuiti
diversi "pueblos". Si visita tramite la comoda strada Loop Road che la attraversa con un percorso di 35 miglia (56 km), che come detto sopra attraversa
anche la zona del Sunset Crater e che ha due ingressi/uscite sulla strada nazionale 89.
Dalla strada si raggiungono i principali pueblos con brevissimi percorsi pedonali.
Le costruzioni chiamate "pueblos" furono edificate attorno all'anno 1100 dalle tribù Ancestrali, Hopi e Zuni costrette a spostarsi a causa delle
eruzioni vulcaniche dei Sunset Crater. Sono costruite con mattoni ricavati dall'abbondante arenaria circostante.
Migliaia di persone vivevano in questa zona supportate da fonti d'acqua affidabili, agricoltura e caccia. In questi villaggi convergevano per
commerciare tribù provenienti da centinaia di chilometri di distanza.
Procedendo da est verso ovest, arrivando cioè dai Sunset Crater, i primi pueblos importante che si incontrano sono quelli chiamati
Wukoki e Wupatki.
Il Wukoki Pueblo si raggiunge su strada con una deviazione di circa 2 miglia dalla strada principale. Si compone di 8 stanze costruite su un piedistallo
di arenaria.
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Il secondo pueblo importante è il Wupatki, sicuramente il più grande con le sue 104 stanze. Il pueblo dispone anche di un'area circolare che veniva utilizzata per feste, cerimonie e gioco della palla.
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Procedendo verso ovest, avvicinandosi alla strada statale 89 e sfiorata la vulcanica Doney Mountain (m.1793), si trovano altri pueblos. Tra essi il Pueblo Citadel, costruito sulla sommità di una collina ("butte") vulcanica, e il Pueblo Lomaki, disposto su due piani e nelle vicinanze di un piccolo canyon.
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Oltre ai paesaggi e alle vestigia storiche troviamo il tempo per osservare la flora locale. Lungo la Loop Road un coyote ci ha attraversato la strada ma non abbiamo fatto in tempo a fotografarlo, sparito in fretta tra l'erba della prateria.
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Osservatorio astronomico situato appena fuori dall'area urbana di Flagstaff, su una collina.
Oltre a presentare telescopi e informazioni sui corpi celesti, l'osservatorio è conosciuto per la possibilità, nelle notti serene, di partecipare
all'osservazione del cielo tramite telescopi. Infatti dopo cena si è popolato di abitanti di Flagstaff che, evidentemente forniti della formula
abbonamento annuale, venivano ad osservare stelle, galassie e pianeti. Noi abbiamo osservato il Sole, nel pomeriggio, e successivamente con il buio
Saturno, Andromeda e un ammasso di galassie.
L'osservatorio venne fondato dall'astronomo Percival Lowell nel 1894. Nato per studiare i canali di Marte, con gli studi successivi vi vennero
scoperti Plutone e l'espansione dell'universo. Un astronomo dell'osservatorio ci ha detto che Plutone non ha più alcuna possibiltà di tornare ad
essere classificato come pianeta.
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I telescopi sono una importante attrazione dell'osservatorio, specialmente perché con cielo sereno i visitatori possono utilizzarli per osservare al pomeriggio il Sole, di notte stelle, pianeti e galassie.
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Una sezione dell'osservatorio è dedicata ai busti di personalità importanti nel mondo dell'astronomia. Nelle foto manca Newton ma vi assicuriamo che è presente.
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È una piccola area vicino alla città di Sedona, nella quale si trovano alcune formazioni rocciose composte da arenaria e molto fotografate, ma tutto
attorno al parco e a Sedona queste sculture naturali dovute all'erosione sono molte di più.
Prima abbiamo raggiunto Sedona partendo da Flagstaff percorrendo la strada nazionale US89A che si snoda per un lungo tratto sul fondo dell'OAK CREEK
CANYON, anch'esso meritevole di essere percorso.
Poi siamo arrivati al Red Rock con una deviazione a 8-9 miglia a ovest di Sedona, sempre lungo la US89A. Dopo alcune miglia si raggiunge il Visitor
Center con il suo parcheggio. L'ingresso al parco era a pagamento: 10 $ per ogni persona adulta.
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I sentieri del parco sono brevi, facilmente combinabili, ben tenuti e con dislivelli molto contenuti svolgendosi tra le quote di 3880 piedi circa
(1182 metri) e 4102 piedi (1250 metri).
Noi abbiamo percorso il Nest Eagle Trail, che tocca il punto più alto del parco, chiamato Eagle's Nest, a 4102 piedi, purtroppo con la pioggia, e
successivamente il Javalina Trail (dove javalina è il nome che qui danno al pecari), raccordati dal Kisva Trail e dall'Apache Fire Trail.
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Come già segnalato, numerose formazioni di arenaria dovute all'erosione si trovano anche attorno a Sedona e non soltanto all'interno del Red Rock State Park.
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È una stazione sciistica d'inverno ed escursionistica d'estate situata alcune miglia a nord di Flagstaff e d una quota di circa 2900 metri.
Si trova alle pendici del massiccio vulcanico dei San Francisco Peaks, dove si trovano le vette più alte dell'Arizona: il Mount Humpreys
(3852 m./12637 piedi), l'Agassiz Peak (3767 m.12360 piedi), il Fremont Peak (3648 m./11969 piedi).
Si tratta di montagne vulcaniche originate da eruzioni avvenute tra 1 milione di anni fa e 400.000 anni fa.
Usciti da Flagstaff verso nord con la strada nazionale US180, una comoda e ampia strada di montagna, mai veramente ripida, sale tra i pini ponderosa
fino ai parcheggi e alle poche strutture turistiche dell'Arizona Snowbowl: un bar ristorante, un negozio (dove abbiamo acquistato i biglietti della
funivia), un piccolo parco giochi per bambini.
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Per prima cosa siamo saliti sulla funivia, qui chiamata "gondola", in realtà una telecabina composta da tanti vagoncini. Ad ogni passeggero facevano
un biglietto personalizzato utilizzando i dati di un documento per cui anche avendo davanti poche persone ci sono voluti diversi minuti per avere
i biglietti. Con un biglietto si potevano fare più corse durante il giorno, il vincolo era scendere ogni volta che si passava dalla partenza.
Il punto di arrivo si trova a 2505 metri (11500 piedi), circa 250 metri sotto la cima dell'Agassiz Peak ma da esso non partono sentieri e la salita
al picco Agassiz è vietata per la protezione della flora.
Dal punto di arrivo panorama sul vicino Mount Humpreys e sud sull'altopiano dell'Arizona centro-settentrionale, in gran parte occupato dalla Coconino
National Forest, una vista che appena lasciata la città di Flagstaff dà l'idea dello spopolamento di vaste aree dell'ovest degli Stati Uniti.
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Dopo la gita in funivia ci siamo dedicati al sentiero chiamato Aspen Nature Trail.
È un breve sentiero turistico dal dislivello molto contenuto che attraversa boschetti di pioppi tremuli, prati e zone a conifere, con vista sia
sui San Francisco Peaks a nord sia sulla Coconino National Forest a sud, dove spicca in Kendrick Peak (m.3178), anch'esso vulcanico. Il punto di
partenza e di arrivo è situato a 2835 metri, il punto più basso a 2725. Si comincia in leggera discesa, si fa un anello e si risale al punto di partenza.
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Come detto in precedenza, parte del bosco è composto da pioppi tremuli.
I pioppi tremuli, che vengono spesso confusi con le betulle, secondo gli scienziati della Utah State University: "Erano un'ottima fonte di cibo,
medicine e legno per i nativi americani. Molti usi medicinali si basavano sulla presenza di salicina e populina, due precursori dell'aspirina
presenti in tutti i membri del genere Populus. La corteccia di pioppo tremulo aveva il maggior numero di usi medicinali: i preparati venivano usati
per curare disturbi come mal di stomaco, febbre e problemi cardiaci. La corteccia interna era considerata una dolce delizia per i bambini e poteva
essere mangiata cruda, cotta in torte o bollita fino a ottenere uno sciroppo e usata come tonico primaverile".
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